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Il confine tra consenso e stupro spiegato in sette ironiche vignette

La fumettista Alli Kirkham ha spiegato la controversa questione del consenso sessuale in alcune vignette di scene di vita quotidiana

Di Francesca Loffari
Pubblicato il 19 Ott. 2017 alle 17:00 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 19:40
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Immagine di copertina

Uno degli aspetti più controversi quando si parla di stupro è capire quali siano i confini del consenso.

Comunemente si pensa che ogni violenza sessuale si consumi ad opera di sconosciuti che tendono agguati notturni in parchi bui.

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Emerge invece un fatto inquietante: secondo RAINN, un’organizzazione americana contro la violenza sessuale, il 93 percento delle vittime minorenni conosceva il proprio aggressore. Ancora più inquietante è il fatto che, spesso, il violentatore non realizza ciò che ha fatto o non riesce a intendere lo stato d’animo dell’altro.

La fumettista Alli Kirkham ha aiutato a far luce sulla spinosa questione con una serie di sette intelligenti vignette, che illustrano la questione del consenso nella vita di tutti i giorni.

1. Tu resti finchè non è finita

“Guardiamo Pulp Fiction?-“Certo!” -“Eh, non mi sta piacendo molto, facciamo qualcos’altro” -“No! Mi avevi detto che avremmo guardato il film, quindi resti fino a che non è finito”

2. Una volta mi avevi detto che potevo averla

“Grazie per avermi prestato la tua macchina”-“Che stai facendo?” -“Prendo in prestito la tua macchina! Una volta mi avevi detto che potevo farlo” -“Non puoi prendere la mia macchina quando ti pare!”-“Stronzate! Una volta mi hai detto che potevo prenderla, quindi posso farlo quando voglio”

3. Hai detto che ti piaceva

“Mi piace veramente la nuova canzone di Fluffy Bunny”- “Ma che diavolo è?!”-“Avevi detto che ti piaceva!”-“Si’, ma non mi piace ascoltarla mentre dormo!”

4. Hai detto che lo volevi

“Ecco, quello è il tatuaggio che un giorno mi farò, proprio qui” -“Mi hai tatuato mentre ero incosciente? Cosa c’è che non va in te?!” -“Avevi detto di volerlo!”-“Ma non lo volevo mentre ero incosciente, senza sapere cosa stesse succedendo!”

5. Sei mia moglie ed è un tuo dovere

“Grazie per la colazione, cara” -“Prego!” -“Dov’è la colazione?”-“Non mi andava di cucinare. Puoi mangiare i cereali” -“Tu sei mia moglie ed è tuo dovere cucinare per me! Ora fammi delle uova o peggio per te!”

6. Me lo devi

“Ho portato le carte! Ora posso insegnarti a giocare a poker” -“Figo!” -“Ora che so le regole penso che non faccia per me” -“Non puoi invitarmi per giocare a carte e poi tirarti indietro! Ho fatto tutto questo per te e ora me lo devi: giochiamo a carte”

7. Me lo stai chiedendo

“Hey vieni qui, tienimi questo” -“Non voglio portare questa roba, fermati!”-“Beh, sei vestito come un sollevatore di pesi e mostri i muscoli. Me lo stai chiedendo tu di portare cose pesanti! Non dare la colpa a me”

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