L’appello di una madre: “Vietate la serie Tredici. Mia figlia si è suicidata”

Di Francesca Ceccarelli
Pubblicato il 7 Mag. 2019 alle 12:46 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 02:48
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Immagine di copertina

Tredici Netflix | Si chiama “Tredici” la serie Netflix nel mirino dell’opinione pubblica dopo l’appello lanciato su tutti i media internazionali da Rachael Warburton, mamma di Jessica Scatterson, giovane inglese che si sarebbe tolta la vita proprio emulando la protagonista di “13 Reasons Why”.

La morte di Jessica risale al 2017, qualche mese dopo l’uscita del telefilm che ruota attorno alle vicende che seguono il suicidio dell’adolescente Hannah Baker, la quale registra i tredici motivi che l’hanno spinta al gesto estremo.

Una trama e dei messaggi pericolosi per dei giovani spettatori che come Jessica, trovata morta nella sua camera due giorni prima il compimento dei tredici anni, possono essere suggestionati da certe immagini inneggianti il suicidio.

“Jessica guardava la serie con i suoi amici e aveva stilato sei motivi per cui uccidersi”, afferma la madre della giovane vittima che pochi istanti prima di morire aveva postato sui social una foto dei suoi piedi con la didascalia “RIP”, scatenando l’allarme tra i suoi amici che troppo tardi sono riusciti ad avvertire la polizia.

A trovare la dodicenne impiccata nella sua stanza suo padre. Vicino il corpo della giovane Jessica sono stati trovati annotati su un foglio il nome di un presunto bullo e un disegno che ritrae una persona impiccata. Un tragico finale 2.0 che ricorda quello della protagonista della serie anch’essa morta suicida in diretta sul web.

Ma a puntare il dito contro la serie Netflix non solo Rachael Warburton che chiede maggiori controlli affinché in futuro non accadono più fatti del genere, ma anche i ricercatori del Nationwide Children’s Hospital di Columbus, Ohio, che analizzando i dati sui suicidi appena dopo la messa in onda di Tredici hanno notato un aumento anomalo dell’insano gesto proprio nella fascia di età 10-17 anni.

Anche se gli studiosi del Journal of the American Academy of Child And Adolescent Psychiatry non evidenziano una correlazione diretta tra il tasso di suicidi e la serie, l’Istituto Nazionale di Salute Mentale sottolinea come i media possano influenzare comunque i comportamenti dei giovani.

Un portavoce di Netflix esprime il cordoglio dell’azienda nei confronti della famiglia Scatterson, ricordando il massimo impegno presente e futuro nel trattare determinati temi nel modo più opportuno possibile e tutelante per i giovani spettatori.

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