Rivoluzione Tinder: cambia l’algoritmo che gestisce gli incroci tra le coppie

Di Giovanni Macchi
Pubblicato il 18 Mar. 2019 alle 23:04 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 03:21
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Immagine di copertina
Credit: Afp/Nasir Kachroo/NurPhoto

Tinder, la principale app per incontri del mondo, ha cambiato l’algoritmo che sta alla base degli accoppiamenti tra i suoi utenti. L’azienda ha abbandonato il criticatissimo sistema “Elo score”, che incrocia tra loro le persone sulla base dei “like” ricevuti.

Lo ha annunciato la stessa Tinder sul proprio blog ufficiale, senza fornire però molti dettagli sul nuovo metodo utilizzato.

“Anche se non possiamo rivelare tutta la nostra salsa segreta, abbiamo pensato che fosse giunto il momento di condividere gli ingredienti principali”, si legge in un articolo pubblicato sul blog il 15 marzo 2019.

Tinder spiega che il modo migliore per aumentare il proprio potenziale di successo sull’app è quello di essere molto attivi. “Non vogliamo perdere tempo a mostrarti i profili degli utenti inattivi. L’utilizzo dell’app ti aiuta a essere più centrale, a vedere più profili e a creare più match”, si legge ancora nell’articolo

L’app controllata da Match Group sottolinea anche che nei criteri per l’incrocio tra gli utenti non hanno alcuna rilevanza elementi di natura economica o etnica.

“Non ci importa se sei nero, bianco, magenta o blu. Il nostro algoritmo non sa se guadagni 1 o 10 milioni di dollari all’anno. Non crediamo negli stereotipi. Pensiamo che la festa vada meglio quando persone fantastiche, di ogni ceto sociale, possono stare insieme. Il nostro algoritmo è progettato per essere aperto e amiamo i nostri risultati”, scrive Tinder.

L’app chiarisce poi che “Elo score “è una misura obsoleta”: “La nostra tecnologia all’avanguardia non si basa più su di essa”, si legge nell’articolo sul blog.

Questo algoritmo, come accennato sopra, gestiva gli incroci tra gli utenti sulla base degli apprezzamenti ricevuti: in altre parole, una persone che riceveva molti “like” aveva più probabilità di visualizzare altre persone con un alto numero di “like”; viceversa, chi era considerato meno desiderabile dagli altri aveva più probabilità di visualizzare altri utenti considerati poco desiderabili.

Questo sistema è stato molto criticato perché sostanzialmente tendeva a dar vita a dei sottogruppi nell’app: i belli con i belli e i brutti con i brutti.

“Oggi non ci affidiamo a Elo”, spiega Tinder. “Il nostro sistema attuale regola le potenziali corrispondenze che vedi ogni volta che il tuo profilo riceve un like, e qualsiasi modifica all’ordine delle tue potenziali corrispondenze si riflette entro 24 ore circa”.

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