Arriva il sushi in 3D personalizzato ma prima andranno fatte analisi di feci e urine: ecco perché

Nel 2020 a Tokyo sarà aperto il primo locale che offrirà questa novità

Di Beatrice Tomasini
Pubblicato il 26 Mar. 2019 alle 16:39 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 03:13
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Immagine di copertina
Credits: Instagram OpenMeals

Un’azienda giapponese, Open Meals, ha lanciato un’iniziativa innovativa che ha come protagonista uno dei piatti simbolo della tradizione del Sol Levante, il sushi. Un giorno, non troppo lontano, i clienti potranno avere il loro sushi personalizzato creato appositamente in base a gusti e preferenze.

Non solo, la grande novità è che sarà anche tenuto conto delle necessità fisiologiche dell’organismo. Nel momento in cui si effettuerà la prenotazione il cliente riceverà un kit con tampone salivare e contenitore per le urine e feci da rimandare indietro per un’analisi approfondita in laboratorio.

A quel punto, una volta usciti e analizzati i risultati dei test, gli chef potranno elaborare dei piatti “tailor made” con il giusto apporto di vitamine, calcio e altri nutrienti. Una volta raccolte tutte le informazioni il cibo verrà poi realizzato da una stampante 3D.

L’idea è stata presentata ad Austin, Texas, qualche giorno fa durante il festival “South by Southwest” (SXSW) e diventerà realtà, se tutto andrà bene, nel 2020 con l’apertura a Tokyo nel 2020 del locale “Sushi Singularity”.

Si intravedono sempre di più nuovi orizzonti in materia di cibo: gli alimenti del futuro saranno personalizzati. Intanto ci aspetta il sushi digitale.

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