La triste storia della lampada Ikea abbandonata: il lieto fine dello spot 16 anni dopo | VIDEO

La prima pubblicità finiva con l'oggetto ancora funzionante abbandonato in strada: nel 2018 viene raccolto da una bambina che non se ne separa più

Di Massimo Ferraro
Pubblicato il 19 Nov. 2018 alle 10:43 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 13:40
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Il primo spot era stato trasmesso nel 2002, pensato per il pubblico Usa. Una lampada rossa veniva abbandonata per strada sotto la pioggia e un uomo, con tono sprezzante, spiegava che era giusto così, perché il nuovo modello era migliore.

La pubblicità era stata realizzata da Spike Jonze, il regista nel 1999 di Essere John Malcovich, e ottenne numerosi premi.

Sedici anni dopo, nel 2018, quello spot di Ikea pensato per far sorridere, giocando con le emozioni e l’empatia – sì, anche per una lampada – porta con sé un messaggio che oggi non è più condivisibile.

La protagonista infatti butta un oggetto funzionante, peraltro abbandonandolo sul ciglio della strada senza preoccuparsi della raccolta dei rifiuti. Ma i tempi sono cambiati, le tematiche ambientali sono sempre più importanti: bisogna sensibilizzare consumatori e cittadini al riuso e al riciclo.

Così nel 2018, in un secondo spot realizzato da Ikea Canada, quella lampada viene adottata da una bambina dai capelli rossi, che la vede sul marciapiede e la porta a casa con sé trascinandola con un carrellino.

Le cambia la lampadina, rigorosamente al led, e la accende: la luce illumina il viso della bambina e le due diventano inseparabili amiche.

La lampada la accompagna mentre gioca, mentre studia, mentre legge, mentre si rilassa: i libri, la tavola con i peluche, il volto da sotto in su quando con gli amici raccontano storie di paura, le mani per fare le ombre cinesi.

Poi la telecamera si allontana, esce dalla stanza della bambina e torna in strada. E lì compare lo stesso uomo che 16 anni fa, guardando fisso in camera, diceva: “Molti di voi sono tristi per questa lampada. Questo è perché siete pazzi: non ha sentimenti, e la nuova è molto meglio”.

Oggi il messaggio è molto diverso. “Molti di voi si sentono felici per questa lampada – scandisce stavolta, più lentamente – Non è una pazzia: riusare le cose è molto meglio”.

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