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30 anni di “Siamo fatti così”: 5 cose che non sapete sul cartone che ha formato una generazione

Di Veronica Di Benedetto Montaccini
Pubblicato il 28 Feb. 2019 alle 10:27 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 03:51
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Globuli bianchi, virus e batteri sono entrati nelle vite quotidiane di tutti con le sembianze umane grazie a un cartone animato. Conosciuto con il nome “Siamo fatti così” o “Esplorando il corpo umano”, l’animazione ha formato un’intera generazione mescolando intrattenimento e didattica.

Nel febbraio del 1989 Italia 1 trasmetteva per la prima volta nel nostro Paese la straordinaria serie divulgativa francese, un prodotto per grandi e piccini che in modo giocoso ha insegnato il funzionamento del corpo umano.

La serie è stata ideata da Albert Barillé. In 26 episodi, il cartoon ha regalato una straordinaria lezione di anatomia condotta attraverso una rappresentazione allegorica: è per questo che è stata amata sia dai bambini che dagli adulti.

I personaggi antropomorfi portano gli spettatori dentro un mondo particolare. Il narratore è l’anziano Globus, che spiega di volta in volta i principali aspetti della biologia umana, dal cervello alle malattie, dalla digestione alla riproduzione.

Tante sono le curiosità che ruotano attorno al cartone animato così amato dal pubblico. Eccone cinque.

1. Storie da vita reale
I personaggi hanno un equivalente umano. Un esempio? Il caso del virus e del batterio, che nella vita quotidiana hanno lo stesso aspetto di bulli senza scrupoli.

2. Differenti versioni
Prima del 1989, era già circolata una versione della serie in italiano, ma non nel nostro Paese. Nel 1987 il cartone andò in onda nel Canton Ticino con il titolo “C’era una volta la vita: la favolosa storia del corpo umano” e la sigla originale cantata da Sandra Kim.

3. Le musiche
Le musiche sono di Michel Legrand, grande compositore francese scomparso a gennaio 2019 che in carriera è stato premiato con ben tre Oscar, per le colonne sonore di “Quell’estate del ’42” e “Yentl” e per la miglior canzone di “Il caso Thomas Crown”.

4. La sigla di Cristina D’Avena
La sigla italiana,canticchiata da tutti i fan, è stata cantata da Cristina D’Avena e resta un cult assoluto. Merito anche del testo di Alessandra Valeri Manera e della musica di Massimiliano Pani (il figlio di Mina ha composto anche altre sigle Mediaset, tra cui “Super Mario” e “Principessa dai capelli blu”). Il disco di Cristina D’Avena uscito nel 2017, la regina dei cartoon lci ha regalato una versione eseguita in coppia con Elio.

5. Edizione rivisitata
Nella messa in onda italiana, infatti, la sequenza degli episodi venne ribaltata. Dal 2016 è stata trasmessa in tv un’edizione restaurata, con l’ordine originario ripristinato.

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