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Sarà inaugurata domani a Roma la mostra “Hokusai. Sulle orme del Maestro”

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Katsushika Hokusai La [grande] onda presso la costa di Kanagawa, dalla serie Trentasei vedute del monte Fuji, 1830-1832 circa Silografia policroma Kawasaki Isago no Sato Museum

TPI ha visitato l'esposizione, che si terrà al museo dell’Ara Pacis, in anteprima per voi. Se non riuscirete ad andare a vederla o siete soltanto curiosi sulle opere esposte, ecco un assaggio della mostra del celebre artista giapponese

“Quello che invidio ai giapponesi è l’estrema limpidezza che ogni elemento ha nelle loro opere […] Sono semplici come un respiro, e riescono a creare una figura con pochi, ma decisi tratti, con la stessa facilità con la quale ci abbottoniamo il gilet. Ah, devo riuscire anche io a creare delle figure con pochi tratti”.

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Vincent Van Gogh a Theo van Gogh

Arles, domenica 23 o lunedì 24 settembre 1888

Al museo dell’Ara Pacis di Roma, dal 12 ottobre al 14 gennaio, sarà possibile visitare la prima mostra monografica su Katsushika Hokusai (1760-1849) in un percorso che, accanto alle opere del maestro, presenterà una selezione artistica delle opere di alcuni dei suoi allievi.

Il catalogo di questa mostra comprende 200 lavori tra silografie policrome e rotoli dipinti su seta e su carta. Saranno inoltre esposte opere finora sconosciute al pubblico.

Questa mostra chiude idealmente una stagione di eventi culturali che celebrano i 150 anni di rapporti bilaterali tra Italia e Giappone, a cui rimandano anche altre manifestazioni artistiche che hanno avuto luogo, oltre che a Roma, per esempio a Milano e a Firenze.

Il Giappone ha conosciuto artisti italiani di grande spessore come Caravaggio e Arcimboldo. Hokusai deve la sua fama soprattutto alla “Grande onda presso la costa di Kanazawa” (1830-32 circa), silografia presente in due versioni che si differenziano per l’intensità dei colori. Per motivi conservativi legati alla fragilità delle silografie, esse saranno suddivise ed esposte in due rotazioni di cento opere.

L’arte di Hokusai si diffuse fuori dal suolo giapponese soprattutto dopo la sua morte, con il fenomeno del cosiddetto ‘japonisme’, in particolare in Francia. In vita, egli incuriosì i suoi contemporanei occidentali grazie alle decorazioni di carte da imballaggio per pacchi spediti dal Giappone. Questa mostra si pone l’obiettivo di illustrare la sua produzione in un confronto costruttivo con quella di artisti che, seguendo il suo esempio, seppero innovare la tradizione artistica giapponese.

Tra questi spicca il nome di Keisai Eisen, i cui ritratti suscitarono una forte fascinazione tra i pittori occidentali, per esempio Monet, Manet, Toulouse-Lautrec e soprattutto Van Gogh. I soggetti di Hokusai sono piuttosto eterogenei. Si va dalla natura agli animali, dai ritratti di attori kabuki alle eleganze femminili, fino ad arrivare al folklore che contraddistingue le sue raffigurazioni di fantasmi, miti e creature leggendarie.

Il percorso espositivo è organizzato in cinque sezioni: MEISHŌ (mete da non perdere); Beltà alla moda; Fortuna e buon augurio; Catturare l’essenza della natura; Manga e manuali per imparare.

Nella prima sezione emerge il Monte Fuji, raffigurato da diverse prospettive con sensibili variazioni cromatiche. La seconda sezione è caratterizzata da immagini legate al mondo della seduzione, oltre ad alcune ‘immagini pericolose’ (abunae), scene d’amore considerate allora scandalose e al limite della morale.

‘Fortuna e buon augurio’ presenta soggetti dall’alto valore simbolico, legati per esempio alle festività e alle credenze popolari. La quinta sezione, più breve, offre al pubblico la rappresentazione di animali (come tigri, carpe, draghi, aquile) e piante. Nella quinta e ultima sezione vi sono libri illustrati con schizzi di varia natura su manuali di disegno per pittori professionisti e dilettanti.

Articolo a cura di Federico Musardo e Jessica Grandola.

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