Me
HomeGallery

Alcune rare foto delle pratiche psichiatriche più inquietanti usate tra Ottocento e Novecento

Queste ventidue fotografie mostrano uno dei volti, il più inquietante, della psichiatria del passato e sono tratte dal libro Patients & Promise

Di Emma Zannini
Pubblicato il 10 Dic. 2017 alle 14:42 Aggiornato il 10 Dic. 2017 alle 14:48

La psichiatria è cambiata molto da quando i pazienti venivano totalmente reclusi e sottoposti a terapie dubbie e spesso terrificanti. Queste ventidue fotografie mostrano uno dei volti, il più inquietante, della psichiatria del passato e sono tratte dal libro Patients & Promise, del dottore Stanley B. Burns, collezionista e fondatore del Burns Archive.

Se ti piace questa notizia, segui TPI Pop direttamente su Facebook

Agli inizi dell’Ottocento, l’idea che la pazzia e i disordini mentali fossero conseguenze ereditarie, che la società doveva controllare, spinse molti manicomi a chiudersi in pratiche come l’isolamento e la sterilizzazione.

L’idea di trattare moralmente i disordini mentali era del tutto abbandonata.

Questo fece sì che i medici e i neurologi iniziassero a cercare nuove e personali terapie, sperimentando proprie metodologie: sedie rotanti, docce e bagni freddi e gli shock improvvisi furono di moda per tutta la prima metà dell’Ottocento.

Accanto a queste pratiche iniziò a svilupparsi anche l’ipnosi.

Proprio dalla seconda metà dell’Ottocento fino almeno alla metà del Novecento, sono state sviluppate alcune delle pratiche più discutibili, che queste foto mostrano nella loro applicazione.

Se questa notizia ti è piaciuta, abbiamo creato una pagina Facebook apposta per te: segui TPI Pop