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Home » Esteri

Quasi 100 persone uccise in Yemen in un giorno

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Gli attacchi aerei della coalizione araba guidata dall'Arabia Saudita in Yemen hanno causato la morte di quasi 100 persone rischiando di mettere a repentaglio i negoziati

Quasi cento persone sono state uccise complessivamente nella giornata di lunedì 6 luglio in una serie di attacchi aerei condotti dalla coalizione araba guidata dall’Arabia Saudita nello Yemen.

L’agenzia di stato yemenita, ora controllata dai ribelli houthi sciiti, ha riferito che i raid aerei della coalizione si sono intensificati negli ultimi giorni e rischiano di mettere a repentaglio i negoziati di pace e una tregua umanitaria che le Nazioni Unite hanno chiesto più volte.

I combattimenti in Yemen hanno finora causato la morte di quasi 3mila persone, da quando, il 26 marzo del 2015, la coalizione araba guidata dall’Arabia Saudita ha intrapreso una campagna militare per contenere l’avanzata dei ribelli sciiti houthi nel Paese e tentare di re-insediare al potere l’ex presidente yemenita, Abd-Rabbu Mansour Hadi, attualmente in esilio a Riyadh.

L’agenzia yemenita Saba ha riportato che almeno 54 civili, tra cui diverse donne e bambini, sarebbero stati uccisi nella provincia di Amran, a nord della capitale dello Yemen, Sanaa. Altre quaranta persone invece sarebbero rimaste uccise dai raid aerei della coalizione saudita nei pressi della città yemenita di al-Foyoush, nel sud del Paese.

I funzionari della coalizione araba presenti militarmente in Yemen non hanno confermato il loro coinvolgimento negli attacchi. Nei giorni scorsi, tuttavia, un portavoce della coalizione coinvolta nel conflitto aveva detto che i civili non sono mai deliberatamente bersaglio d’interesse nel corso degli attacchi.

Al momento ci sono otto Paesi arabi che, con il supporto logistico di Stati Uniti, Regno Unito e Francia, formano la coalizione guidata dall’Arabia Saudita in Yemen. Le otto nazioni della coalizione, tra cui c’è anche l’Egitto, non hanno escluso l’utilizzo o l’invio di truppe via terra nel Paese.

L’Arabia Saudita ha più volte reiterato la sua posizione circa la preoccupazione per la sicurezza del proprio territorio, che nel meridione confina con lo Yemen.

L’Iran, che supporta gli Houthi, non riconosce l’ex presidente Hadi come legittimo capo di stato e ha riferito che considera gli attacchi aerei della coalizione saudita come un intervento negli affari interni yemeniti.

La coalizione saudita che sta attaccando lo Yemen avrebbe fatto uso di bombe a grappolo, vietate dalla maggior parte dei Paesi, ha riferito la Ong Human Rights Watch.

Secondo le Nazioni Unite, il conflitto in Yemen finora ha causato la morte di almeno 1.500 civili, oltre 3.500 feriti e un milione di sfollati in tre mesi di violenze.

Nelle due settimane tra il 17 giugno e il 3 luglio, almeno 92 civili – tra cui 18 donne e 18 bambini – sono stati uccisi nel corso dei bombardamenti condotti dalla coalizione araba guidata dall’Arabia Saudita.

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