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Il discorso di Donald Trump al World Economic Forum di Davos 2026: “Non useremo la forza ma la Groenlandia ci serve”

Immagine di copertina
VALERIANO DI DOMENICO/World Economic Forum / Avalon / AGF

In circa 70 minuti di fronte a un pubblico gremito, il presidente ha ribadito la richiesta di annettere la Groenlandia agli Usa, escludendo però l'uso della forza, attaccato l'Europa, il Canada, la Svizzera e la Francia, dubitato dell'impegno degli alleati della Nato verso Washington ed elogiato il "miracolo economico" realizzato dalla sua seconda amministrazione

Il discorso di Donald Trump al World Economic Forum di Davos 2026

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, atterrato in Svizzera con due ore di ritardo a causa di un piccolo problema elettrico a bordo dell’Air Force One che lo ha costretto a tornare a Washington per cambiare aereo, pronuncerà oggi, mercoledì 21 gennaio 2026, un discorso al World Economic Forum di Davos. Al centro dell’agenda ci saranno la sua politica economica “America First”, il nuovo orientamento all’estero basato sul principio della “Pace attraverso la Forza” e le ambizioni dell’attuale amministrazione di Washington sul Venezuela e della Groenlandia.
Queste ultime riguardo l’isola artica, territorio autonomo della Danimarca, rischino di incrinare il rapporto tra gli Usa e gli alleati europei della Nato e dell’Ue. Il presidente statunitense infatti arriva al forum internazionale, dove domani verrà firmato l’accordo istitutivo del suo nuovo Board of Peace che nelle sue intenzioni dovrebbe idealmente sostituire le Nazioni Unite, subito dopo aver minacciato di imporre dazi alla Danimarca e ad altri sette alleati (Regno Unito, Francia, Germania, Norvegia, Svezia, Finlandia e Paesi Bassi), a meno che non negozino la cessione del territorio artico, una concessione a cui i leader europei si sono già dichiarati di indisponibili. La Casa bianca però ha affermato che i dazi partiranno dal 10% a febbraio e saliranno al 25% a giugno.

DIRETTA

Ore 15:51 – Trump conclude il suo discorso al Forum di Davos: “Gli Usa sono tornati, più grandi, più forti e migliori che mai” – Dopo quasi un’ora e dieci minuti, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha concluso il suo discorso al Forum di Davos 2026. Il magnate newyorkese ha concluso il suo discorso congratulandosi con i presenti per tutti i successi conseguiti e poi ha dichiarato che gli Stati Uniti sono “tornati, più grandi, più forti e migliori che mai”.

Ore 15:48 – Trump a Davos: “Senza di noi, la maggior parte dei Paesi non funziona nemmeno” – “Senza gli Stati Uniti, la maggior parte dei Paesi non funziona nemmeno”. Parola del presidente Usa Donald Trump, che dal palco del Forum di Davos 2026 ha dichiarato: “Gli Stati Uniti tengono a galla il mondo intero”

Ore 15:45 – Trump attacca anche la Svizzera: “La maggior parte dei soldi che guadagnano sono dovuti a noi, perché non gli facciamo mai pagare nulla” – Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha attaccato anche la Svizzera che ospita il Forum di Davos durante il suo discorso al World Economic Forum. L’inquilino della Casa bianca ha raccontato in proposito un aneddoto che, a suo dire, “mi ha dato sui nervi”. La Svizzera, ha ricordato, produce splendidi orologi Rolex, ma “non pagava nulla agli Stati Uniti” per esportarli. Quindi, Trump ha imposto un dazio apposito, che, a suo dire, ha spinto i rappresentanti del Paese e dell’azienda a contattarlo e a fargli visita, sollecitandolo a revocarlo. Il presidente degli Stati Uniti allora ha abbassato i dazi ma continua ad avere la sensazione che il Paese si stia “approfittando” degli Usa. “La maggior parte dei soldi che guadagnano sono dovuti a noi, perché non gli facciamo mai pagare nulla”, ha aggiunto.

Ore 15:42 – Trump ricorda la “cultura condivisa” da Usa ed Europa: “Dobbiamo mantenerla forte”. – L’Occidente, ha detto oggi il presidente degli Stati Uniti Donald Trump durante il suo discorso al Forum di Davos, ha prosperato grazie a una cultura “condivisa” e “molto speciale”, senza specificare esattamente a cosa si riferisse. “Questa è la preziosa eredità che America ed Europa hanno in comune”, ha detto. “La condividiamo. Ma dobbiamo mantenerla forte”. Poi Trump ha aggiunto di voler “difendere quella cultura” e che intende “riscoprire lo spirito che ha elevato l’Occidente dalle profondità dei secoli bui all’apice delle conquiste umane”. In questo passaggio del discorso, il presidente Usa ha anche ricordato le proprie origini: una madre “100% scozzese” e un padre “100% tedesco”.

Ore 15:40 – Trump attacca Macron: “Aveva degli occhiali da sole meravigliosi ieri. L’ho convinto a riequilibrare i prezzi dei farmaci minacciando nuovi dazi” – Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha attaccato anche il capo di Stato francese Emmanuel Macron durante il suo discorso in corso al Forum di Davos. Prima Trump ha ironizzato su quelli che ha definito degli “occhiali da sole meravigliosi” indossati ieri dall’inquilino dell’Eliseo sullo stesso palco: “Che diavolo è successo?”, si è chiesto, sorridendo. “L’ho guardato ieri con quei bellissimi occhiali da sole”, ha ripetuto Trump tra le risate fragorose del pubblico, prima di raccontare ancora una volta come avrebbe convinto Macron a colmare il divario tra i due Paesi in termini di prezzi dei farmaci, minacciando un aumento dei dazi.

Ore 15:35 – Trump confonde più volte Islanda e Groenlandia – Almeno quattro volte, nel suo discorso al Forum di Davos, il presidente Usa Donald Trump ha confuso l’Islanda, un Paese indipendente membro della Nato, con l’isola artica della Groenlandia, il territorio autonomo del Regno di Danimarca che gli Stati Uniti vorrebbero annettere. La Nato, ha dichiarato Trump in un passaggio del discorso, “mi ha amato” fino a “gli ultimi giorni, quando ho parlato loro dell’Islanda”. Poi, confondendosi ancora una volta, si è lamentato che l’Alleanza atlantica”non era lì per noi (gli Usa, ndr) in Islanda”. Quindi, prendendo atto del calo registrato nella scorsa seduta dai mercati azionari a causa dei timori per una rottura tra Usa ed Europa, Trump ha affermato che “il mercato azionario ha subito il primo calo ieri a causa dell’Islanda”. “Quindi l’Islanda ci è già costata un sacco di soldi”, ha aggiunto. Il lapsus potrebbe essere legato alle parole “Ice”, letteralmente “ghiaccio”, e “Iceland”, Islanda. Più volte infatti, nel suo discorso, Trump si è riferito alla Groenlandia definendola “un grande pezzo di ghiaccio in mezzo all’oceano”.

Ore 15:25 – Trump ribadisce l’impegno a porre fine alla guerra in Ucraina: “In cambio vogliamo la Groenlandia” – Il presidente Usa Donald Trump ha ribadito l’impegno a porre fine alla guerra in Ucraina, affermando che la Nato contribuirà a fermare le ostilità ma in cambio Washington chiede solo la Groenlandia.”Devono fermare questa guerra perché troppe persone stanno morendo e muoiono inutilmente”, ha detto Trump, secondo cui anche i presidenti di Russia e Ucraina, Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky, vogliono raggiungere un accordo. Per questo, ha aggiunto il presidente, gli Usa aiuteranno l’Europa e la Nato ma tutto ciò che Washington chiede è un “pezzo di ghiaccio”, riferendosi ancora alla Groenlandia. “Vogliamo un pezzo di ghiaccio per proteggere il mondo e non ce lo danno”, ha detto l’inquilino della Casa bianca, secondo cui si tratta di “una richiesta modesta” rispetto a quanto gli Stati Uniti hanno dato alla Nato. Gli Usa, ha ribadito, sono al 100% nella Nato. Trump però dubita che gli alleati ricambierebbero il favore se Washington ne avesse bisogno: “Diamo così tanto e riceviamo così poco in cambio. Non ci sarebbe la Nato senza di me”, ha dichiarato. “Non apprezzano quello che facciamo. Parlo della Nato e dell’Europa”. Infine il presidente degli Stati Uniti ha annunciato che incontrerà il presidente ucraino Zelensky, anche se la sua presenza a Davos non è prevista per il momento.

Ore 15:15 – Il presidente Usa esclude l’uso della forza per ottenere la Groenlandia – “Gli Stati Uniti”, ha dichiarato il presidente Donald Trump dal Forum di Davos rivolgendosi agli alleati della Nato “non useranno una forza eccessiva” per ottenere la Groenlandia. “Non otterremo nulla se non decido di usare una forza eccessiva”, ha precisato Trump. “Saremmo inarrestabili se lo facessi, ma non lo faremo”, ha aggiunto, affermando che nessun altro quanto l’attuale inquilino della Casa bianca ha fatto di più nella storia per la Nato. Tutto ciò che gli Stati Uniti chiedono, ha proseguito, è “un posto chiamato Groenlandia”. “Questa è probabilmente la dichiarazione più importante che abbia mai fatto, perché la gente pensava che avrei usato la forza. Non sono obbligato a usare la forza. Non voglio usare la forza. Non userò la forza”, ha detto il presidente Usa. “Tutto ciò che chiediamo è di ottenere la Groenlandia, compresi i diritti di proprietà perché per difenderla è necessario averne la proprietà”, ha precisato. “Non si può difenderla con un contratto di locazione”. “Vogliamo solo un piccolo pezzo di terra e ghiaccio”, ha rimarcato più volte Trump, che poi si è rivolto direttamente agli alleati: “Potete dire di sì e ve ne saremo molto grati, oppure potete dire di no e ce ne ricorderemo”, ha affermato il presidente Usa. “Un’America forte e sicura significa una Nato forte”.

Ore 15:10 – Trump attacca il Canada: “Vive grazie agli Usa” – Il presidente Usa Donald Trump ha attaccato anche il primo ministro del Canada Mark Carney dopo il suo discorso di ieri al Forum di Davos, affermando che il vicino settentrionale “vive grazie agli Stati Uniti”. Il Canada, ha ricordato Trump, riceve molti “regali” dagli Usa e Carney “dovrebbe essere grato”. “Il Canada vive grazie agli Stati Uniti”, ha detto il presidente Usa. “Ricordatelo, Mark, la prossima volta che fate le vostre dichiarazioni”.

Ore 15:05 – Trump torna a rivendicare la Groenlandia: “Ci serve non per le risorse minerarie ma per la sicurezza nazionale e internazionale” – Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ribadito le rivendicazioni degli Stati Uniti sulla Groenlandia nel suo discorso al Forum di Davos, sostenendo che “nessuna nazione o gruppo di nazioni è in grado di assicurarsi il controllo della Groenlandia, a parte gli Usa”. “Ogni alleato della Nato ha l’obbligo di essere in grado di difendere il proprio territorio”, ha affermato. “Siamo una grande potenza, molto più grande di quanto si possa immaginare”. Trump ha poi criticato la Danimarca, di cui l’isola artica costituisce un territorio autonomo, definendola “ingrata” per essersi rifiutata di rinunciare al controllo della Groenlandia, sostenendo che la nazione era in debito con gli Stati Uniti per averla difesa durante la Seconda guerra mondiale. “La Danimarca è stata occupata dalla Germania dopo appena sei ore di combattimenti ed è stata totalmente incapace di difendere se stessa e la Groenlandia. Quindi gli Stati Uniti sono stati costretti a farlo, e lo abbiamo fatto”, ha ricordato Trump, definendo “stupida” la decisione degli Usa dopo il secondo conflitto mondiale di consentire a Copenaghen di mantenere l’isola artica come proprio territorio. “Quanto siamo stati stupidi a farlo?”, ha detto Trump. “Ma l’abbiamo fatto, l’abbiamo restituita. Ma quanto sono ingrati ora?”. La Danimarca, ha detto il presidente, aveva promesso di spendere “oltre 200 milioni di dollari per rafforzare le difese della Groenlandia” ma poi ha “speso meno dell’1% di quella cifra”. Il motivo per cui gli Usa vogliono l’isola artica non riguarda infatti le sue risorse minerarie, citando le difficoltà di raggiungerle. “Bisogna attraversare centinaia di metri di ghiaccio”, ha detto il presidente Usa. “Non è per questo che ne abbiamo bisogno” ma per “la sicurezza nazionale e internazionale”.

Ore 15:00 – Il presidente Usa attacca ancora l’Europa: “Stupido affidarsi alle pale eoliche” – Nel tentare di fare ulteriori pressioni sull’Europa affinché segua l’esempio degli Stati Uniti in materia di politica economica, nel suo discorso al Forum di Davos 2026 Donald Trump ha è tornato su un’ossessione di vecchia data: l’energia eolica. “Invece di costruire pale eoliche inefficaci e che generano perdite economiche, le stiamo smontando e non approviamo nessun nuovo progetto”, ha affermato il presidente Usa, definendo tali strutture come parte di una “nuova truffa verde” e avvertendo l’Europa che queste “uccidono gli uccelli”, “rovinano i paesaggi” e “distruggono la vostra terra”. Portano solo perdite, ha aggiunto Trump, affermando che la maggior parte delle turbine eoliche sono prodotte in Cina. “La Cina è molto furba: le vende ai Paesi stupidi ma non le usa”, ha proseguito.

Ore 14:55 – Trump: “L’industria petrolifera venezuelana andrà incredibilmente bene con l’aiuto degli Stati Uniti” – Gli Stati Uniti ottenendo la collaborazione delle autorità del Venezuela dopo il sequestro dell’ex presidente Nicolás Maduro. Parola del presidente Usa Donald Trump, che dal palco del Forum di Davos 2026 prevede un futuro radioso per l’economia del Paese sudamericano. “Tutte le principali compagnie petrolifere sono con noi”, ha detto Trump. “È incredibile”. Eppure all’inizio di questo mese, durante un incontro alla Casa bianca, l’a.d. di Exxon Mobil Darren Woods, ha definito il mercato venezuelano, nella sua situazione attuale, “non investibile”.

Ore 14:50 – Trump si vanta di aver realizzato un “miracolo economico” negli Usa: “Gli altri Paesi possono imparare” – All’inizio del suo discorso al Forum di Davos 2026 Donald Trump ha affermato di voler trascorrere la giornata discutendo di come gli Usa hanno realizzato un “miracolo economico” nel primo anno del suo secondo mandato, un successo da cui gli altri Paesi presenti potrebbero imparare. “Ho ridotto in un anno il deficit commerciale mensile degli Stati Uniti del 77% senza generare inflazione”, ha detto Donald Trump nel suo discorso al Forum di Davos 2026, cosa che, a suo dire, tutti ritenevano impossibile. Gli Stati Uniti, ha aggiunto il presidente, stanno costruendo acciaierie in tutto il Paese e hanno stretto accordi commerciali storici con partner che coprono il 40% di tutto il commercio statunitense. In proposito Trump ha citato gli accordi commerciali raggiunti con il Regno Unito, l’Unione europea, il Giappone e la Corea del Sud, in particolare in materia di petrolio e gas. Queste intese, ha proseguito, hanno generato ricchezza e causato un boom dei mercati azionari, non solo negli Stati Uniti ma anche in altri Paesi che hanno stipulato tali accordi. “Praticamente tutti i cosiddetti esperti avevano previsto che i miei piani per porre fine a questo modello fallimentare avrebbero innescato una recessione globale e un’inflazione galoppante”, ha affermato Trump. “Ma abbiamo dimostrato che si sbagliavano”. Tutto il merito, ha continuato, va alle politiche dei dazi, duramente criticate dagli alleati prima del suo arrivo a Davos.

Ore 14:45 – Il presidente Usa attacca l’Europa: “Non sta andando nella direzione giusta” – Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump attacca subito l’Europa nel suo discorso al World Economic Forum di Davos 2026, affermando che il Vecchio continente va nella direzione sbagliata. “Amo l’Europa e vorrei che andasse tutto bene, ma non sta andando nella giusta direzione”, ha detto Trump. Alcune zone del Vecchio continente, ha aggiunto, “sono irriconoscibili”. “Non voglio insultare nessuno ma ho amici di ritorno da diversi posti (in Europa, ndr) e mi dicono: ‘Non lo riconosco più’ e questo non in senso positivo, in senso molto negativo”. Poi il presidente Usa si è lasciato andare a un elenco dei problemi dell’Europa: “l’aumento della spesa pubblica, l’immigrazione di massa incontrollata e le importazioni straniere senza fine”.

Ore 14:35 – Trump comincia a parlare a Davos e saluta i “tanti amici e qualche nemico” – Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha cominciato a parlare al World Economic Forum di Davos 2026, snocciolando i successi economici della sua amministrazione a un anno esatto dal suo re-insediamento alla Casa bianca. “È fantastico tornare nella splendida Davos, in Svizzera, e parlare a così tanti stimati leader aziendali, così tanti amici e qualche nemico”, ha esordito Trump. “Con la sinistra radicale al potere eravamo un Paese morto, ora siamo il Paese più popolare al mondo”, ha aggiunto il presidente Usa, secondo cui “l’economia è in piena espansione”. “La gente sta molto bene. Sono molto contenti di me”, ha proseguito, citando il “miracolo economico” realizzato dalla sua amministrazione negli Stati Uniti. “Le cose andranno meglio e quando l’America cresce, il mondo cresce”, ha continuato Trump. “Gli Stati Uniti sono il motore economico del pianeta”, ha detto Trump. “Voi tutti ci seguite, sia in discesa che in salita”.

Ore 14:30 – Trump è arrivato al Centro Congressi di Davos – Il presidente degli Stati Uniti Trump e il suo team sono appena arrivati ​​al World Economic Forum di Davos per il discorso del presidente. L’inquilino della Casa bianca è atterrato a Davos dopo un volo in elicottero di 20 minuti, a seguito dell’atterraggio opo all’aeroporto di Zurigo, che dista circa 115 km in linea d’aria dal Forum.

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