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Home » Esteri

C’è un sospettato per l’attentato all’aereo russo in Sinai

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Lo riferisce l'agenzia Reuters. Sarebbe un meccanico dell'EgyptAir il cui cugino ha aderito all'Isis

Un meccanico della linea aerea egiziana EgyptAir il cui cugino ha aderito all’Isis in Siria sarebbe sospettato di aver introdotto un ordigno nell’aereo di linea russo esploso mentre era in volo sulla penisola del Sinai il 31 ottobre del 2015. A riportare la notizia è l’agenzia Reuters.

Il volo della compagnia aerea russa Metrojet era partito dall’aeroporto egiziano di Sharm el-Sheikh ed era diretto a San Pietroburgo, ed è esploso mentre era in volo sulla penisola del Sinai causando la morte di tutte le 224 persone a bordo.

L’esplosione è stata poi rivendicata dall’Isis, che ha successivamente reso noto di aver abbattuto l’aereo con un ordigno artigianale introdotto all’interno dell’aereo. Dopo alcune iniziali ricerche, la Russia ha confermato che si trattava di un attentato terroristico e promesso una ricompensa di 47 milioni di euro a chiunque avesse fornito informazioni utili ad individuare i colpevoli dell’attentato.

Nel frattempo, un ufficiale di sicurezza della linea aerea EgyptAir ha riferito che nessuno dei suoi dipendenti sarebbe al momento stato arrestato. Questa notizia è stata confermata anche da un funzionario del ministero dell’Interno egiziano.

Tuttavia, la fonte citata da Reuters – e tenuta anonima – avrebbe detto che il meccanico sarebbe stato arrestato e insieme a lui due poliziotti addetti alla sicurezza dell’aeroporto di Sharm el-Sheikh e un addetto ai bagagli dello stesso aeroporto.

Secondo quanto riferito da Reuters, l’Isis avrebbe saputo che un parente di un suo membro lavorava all’aeroporto di Sharm el-Sheikh e gli avrebbe consegnato l’ordigno da introdurre nell’aereo.

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