Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 19:50
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Esteri

C’è un sospettato per l’attentato all’aereo russo in Sinai

Immagine di copertina

Lo riferisce l'agenzia Reuters. Sarebbe un meccanico dell'EgyptAir il cui cugino ha aderito all'Isis

Un meccanico della linea aerea egiziana EgyptAir il cui cugino ha aderito all’Isis in Siria sarebbe sospettato di aver introdotto un ordigno nell’aereo di linea russo esploso mentre era in volo sulla penisola del Sinai il 31 ottobre del 2015. A riportare la notizia è l’agenzia Reuters.

Il volo della compagnia aerea russa Metrojet era partito dall’aeroporto egiziano di Sharm el-Sheikh ed era diretto a San Pietroburgo, ed è esploso mentre era in volo sulla penisola del Sinai causando la morte di tutte le 224 persone a bordo.

L’esplosione è stata poi rivendicata dall’Isis, che ha successivamente reso noto di aver abbattuto l’aereo con un ordigno artigianale introdotto all’interno dell’aereo. Dopo alcune iniziali ricerche, la Russia ha confermato che si trattava di un attentato terroristico e promesso una ricompensa di 47 milioni di euro a chiunque avesse fornito informazioni utili ad individuare i colpevoli dell’attentato.

Nel frattempo, un ufficiale di sicurezza della linea aerea EgyptAir ha riferito che nessuno dei suoi dipendenti sarebbe al momento stato arrestato. Questa notizia è stata confermata anche da un funzionario del ministero dell’Interno egiziano.

Tuttavia, la fonte citata da Reuters – e tenuta anonima – avrebbe detto che il meccanico sarebbe stato arrestato e insieme a lui due poliziotti addetti alla sicurezza dell’aeroporto di Sharm el-Sheikh e un addetto ai bagagli dello stesso aeroporto.

Secondo quanto riferito da Reuters, l’Isis avrebbe saputo che un parente di un suo membro lavorava all’aeroporto di Sharm el-Sheikh e gli avrebbe consegnato l’ordigno da introdurre nell’aereo.

Ti potrebbe interessare
Esteri / Kenya, 15 elefanti morti in pochi giorni: forse avvelenati da una sostanza tossica
Esteri / Mosca: “Mandato di cattura per il capo di Telegram. È complice del terrorismo”
Esteri / Netanyahu: “Incontro eccellente con Trump, abbiamo obiettivi comuni”
Ti potrebbe interessare
Esteri / Kenya, 15 elefanti morti in pochi giorni: forse avvelenati da una sostanza tossica
Esteri / Mosca: “Mandato di cattura per il capo di Telegram. È complice del terrorismo”
Esteri / Netanyahu: “Incontro eccellente con Trump, abbiamo obiettivi comuni”
Esteri / L’Iran attacca una base Usa in Giordania e tre petroliere a Hormuz
Ambiente / Danubio in secca, livelli dell’acqua ai minimi da 30 anni
Esteri / “La guerra ci fa paura”: le voci dei giovani finlandesi al confine con la Russia | VIDEO
Esteri / Cisgiordania, per Tg1 e Tg2 i coloni israeliani sono “escursionisti attaccati dai palestinesi”
Esteri / La Coppa di Bin Salman: cosa possiamo aspettarci dal Mondiale saudita
Esteri / Il peso politico della Fifa e il nuovo ordine calcistico mondiale
Esteri / Il Mondiale di Trump: così il presidente Usa ha sfruttato l'evento calcistico più redditizio di sempre come un’arma di distrazione di massa