Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 20:56
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Di Battista
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Esteri

C’è un sospettato per l’attentato all’aereo russo in Sinai

Immagine di copertina

Lo riferisce l'agenzia Reuters. Sarebbe un meccanico dell'EgyptAir il cui cugino ha aderito all'Isis

Un meccanico della linea aerea egiziana EgyptAir il cui cugino ha aderito all’Isis in Siria sarebbe sospettato di aver introdotto un ordigno nell’aereo di linea russo esploso mentre era in volo sulla penisola del Sinai il 31 ottobre del 2015. A riportare la notizia è l’agenzia Reuters.

Il volo della compagnia aerea russa Metrojet era partito dall’aeroporto egiziano di Sharm el-Sheikh ed era diretto a San Pietroburgo, ed è esploso mentre era in volo sulla penisola del Sinai causando la morte di tutte le 224 persone a bordo.

L’esplosione è stata poi rivendicata dall’Isis, che ha successivamente reso noto di aver abbattuto l’aereo con un ordigno artigianale introdotto all’interno dell’aereo. Dopo alcune iniziali ricerche, la Russia ha confermato che si trattava di un attentato terroristico e promesso una ricompensa di 47 milioni di euro a chiunque avesse fornito informazioni utili ad individuare i colpevoli dell’attentato.

Nel frattempo, un ufficiale di sicurezza della linea aerea EgyptAir ha riferito che nessuno dei suoi dipendenti sarebbe al momento stato arrestato. Questa notizia è stata confermata anche da un funzionario del ministero dell’Interno egiziano.

Tuttavia, la fonte citata da Reuters – e tenuta anonima – avrebbe detto che il meccanico sarebbe stato arrestato e insieme a lui due poliziotti addetti alla sicurezza dell’aeroporto di Sharm el-Sheikh e un addetto ai bagagli dello stesso aeroporto.

Secondo quanto riferito da Reuters, l’Isis avrebbe saputo che un parente di un suo membro lavorava all’aeroporto di Sharm el-Sheikh e gli avrebbe consegnato l’ordigno da introdurre nell’aereo.

Ti potrebbe interessare
Esteri / Guerra in Ucraina, Macron non esclude l’invio di caccia a Kiev
Esteri / Bruxelles, attacco col coltello in metro: almeno tre feriti. Fermato l’aggressore
Esteri / Si licenzia e cambia vita: lavora solo 30 minuti e guadagna 40mila dollari al mese. Ecco come
Ti potrebbe interessare
Esteri / Guerra in Ucraina, Macron non esclude l’invio di caccia a Kiev
Esteri / Bruxelles, attacco col coltello in metro: almeno tre feriti. Fermato l’aggressore
Esteri / Si licenzia e cambia vita: lavora solo 30 minuti e guadagna 40mila dollari al mese. Ecco come
Esteri / La Cina accusa gli Stati Uniti per la guerra in Ucraina: “Hanno innescato la crisi e ora la stanno alimentando”
Esteri / L’imprenditore Usa che vuole tornare 18enne (con 2 milioni l’anno): in due anni l’età è “scesa” di 5
Esteri / Capsula radioattiva smarrita in Australia, tecnici della Rio Tinto e autorità locali alla ricerca: “È molto pericolosa”
Esteri / “Per colpire il Regno Unito con un missile ci vuole un minuto”: la minaccia di Putin a Boris Johnson
Esteri / Messico, influencer napoletano scambiato per un narcos: "Rinchiuso in una stanza buia"
Esteri / Ucraina, nuove sanzioni contro Russia e Bielorussia: “Useremo le loro proprietà per la nostra difesa”
Esteri / Messico, sub decapitato da uno squalo bianco lungo quasi sei metri