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Il vice ambasciatore nordcoreano a Londra è fuggito in Corea del Sud

É la diserzione di più alto rango tra i diplomatici di Pyongyang e potrebbe fornire informazioni importanti agli 007 ocidentali sul regime di Kim Jong-un

Di TPI
Pubblicato il 18 Ago. 2016 alle 13:56 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 20:18
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Immagine di copertina

Il vice ambasciatore nordcoreano nel Regno Unito è fuggito a Seul, capitale della Corea del Sud, con la sua famiglia. Thae Yong Ho era scomparso dall’ambasciata di Pyongyang a Londra con la moglie e i figli i primi giorni di agosto. 

É la defezione di più alto rango tra i diplomatici della Corea del Nord, ha detto il portavoce del ministero dell’Unificazione della Corea del Sud Jeong Jon-Hee nel corso della conferenza stampa con cui Seul, mercoledì 17 agosto, ha annunciato che il fuggiasco, sua moglie e i figli sono “sotto la protezione del governo”.

Thae “era disgustato e stanco del regime di Kim Jong-un”, desiderava vivere in un sistema libero e democratico ed era preoccupato per il futuro dei suoi figli. Jeong ha sottolineato come la diserzione faccia luce sulla disillusione della classe dirigente nordcoreana e questo potrebbe indicare che il regime è “vicino al collasso”.

Le principali funzioni di Thae all’ambasciata di Londra, aperta 13 anni fa, erano di spiare e controllare i transfughi nordcoreani nel Regno Unito e rispondere alle critiche mosse in Gran Bretagna sulle violazioni dei diritti umani in Corea del Nord.

La defezione è di grande importanza per i servizi segreti occidentali: Thae, infatti, potrebbe essere a conoscenza di informazioni sensibili di primaria importanza sul blindato regime nordcoreano, in particolare sulla stabilità del potere di Kim Jong-un e sulla sorte dei funzionari sospettati di essere stati giustiziati.

Thae dovrà in tutti i casi, come qualsiasi nordcoreano che si rifugi a Seul, affrontare un lungo programma di interrogatori, affidati ai servizi di sicurezza, allo scopo di smascherare possibili spie.

Qualsiasi fuga dal regime di Pyongyang, inoltre, è estremamente pericolosa. Il regime, infatti, in genere punisce i disertori colpendone partenti e amici e spesso i servizi segreti continuano a cercare i “traditori” anche all’estero per vendicarsi.

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