Dopo Trump anche Vance attacca il Papa: “Il Vaticano dovrebbe attenersi alle questioni morali” | VIDEO
Il vicepresidente Usa rincara la dose dopo le dichiarazioni shock del capo della Casa Bianca
Dopo l’attacco senza precedenti di Donald Trump a Papa Leone XIV, il vicepresidente Usa JD Vance rincara la dose. Intervenuto al programma di Fox News, Special Report with Bret Baier, Vance, anziché spegnere le polemiche, ha attaccato nuovamente il Pontefice e il Vaticano. Il vice di Trump ha infatti dichiarato: “Ritengo certamente che, in alcuni casi, sarebbe preferibile che il Vaticano si attenesse alle questioni morali e che lasciasse che il presidente degli Stati Uniti si occupasse di definire le politiche pubbliche americane”.
Il vicepresidente degli Stati Uniti, Jd Vance: «Sarebbe meglio per il Vaticano tenersi fuori dalla politica USA e attenersi alle questioni di moralità».
E lo dice lui, che pochi giorni fa è volato a Budapest per interferire con le elezioni ungheresi e la politica europea. pic.twitter.com/9nyYlAFmDz
— Marco Fattorini (@MarcoFattorini) April 14, 2026
Le dichiarazioni di Vance arrivano all’indomani dell’attacco senza precedenti sferrato da Donald Trump a Papa Leone XIV. In un post pubblicato sul social Truth, infatti, il presidente Usa aveva scritto: “Papa Leone è DEBOLE sulla criminalità, ed è pessimo in politica estera. Parla della ‘paura’ dell’Amministrazione Trump, ma non menziona la PAURA che la Chiesa cattolica, e tutte le altre organizzazioni cristiane, hanno vissuto durante il COVID, quando arrestavano sacerdoti, ministri e chiunque altro per aver celebrato funzioni religiose, anche all’aperto e mantenendo distanze di tre o persino sei metri. Mi piace molto di più suo fratello Louis, perché Louis è totalmente MAGA. Lui capisce, mentre Leone no! Non voglio un Papa che pensi che vada bene per l’Iran avere un’arma nucleare”.
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E ancora: “Non voglio un Papa che pensi che sia terribile che l’America abbia attaccato il Venezuela, un Paese che stava inviando enormi quantità di droga negli Stati Uniti e, cosa ancora peggiore, svuotando le proprie prigioni — inclusi assassini, spacciatori e killer — mandandoli nel nostro Paese. E non voglio un Papa che critichi il presidente degli Stati Uniti quando sto facendo esattamente ciò per cui sono stato eletto, con una VITTORIA SCHIACCIANTE, ottenendo numeri record di criminalità ai minimi storici e creando il più grande mercato azionario della storia. Leone dovrebbe essere riconoscente perché, come tutti sanno, è stato una sorpresa scioccante. Non era in nessuna lista per diventare Papa ed è stato messo lì dalla Chiesa solo perché era americano, e si pensava che quello fosse il modo migliore per trattare con il Presidente Donald J. Trump. Se io non fossi alla Casa Bianca, Leone non sarebbe in Vaticano”.
Successivamente era arrivata la risposta del Pontefice, che, durante il volo che lo ha condotto ad Algeri, prima tappa di un lungo viaggio africano che lo porterà in Angola, Camerun e Guinea Equatoriale, ha dichiarato: “Non ho paura dell’amministrazione Trump. Io parlo del Vangelo. Non sono un politico. Non ho intenzione di fare un dibattito con lui. Il messaggio è sempre lo stesso: la pace. E lo dico per tutti i leader del mondo. Cerchiamo di finire questa guerra. Non penso che il messaggio del Vangelo debba essere abusato come alcuni stanno facendo”.