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Vaccino, l’Agenzia europea del farmaco (Ema) dopo l’approvazione di Pfizer a Londra: “Loro procedura è meno accurata”

Bruxelles critica dopo l'autorizzazione record del vaccino Pfizer nel Regno Unito: "Nostra procedura più efficace"

Di Anna Ditta
Pubblicato il 2 Dic. 2020 alle 17:11
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Immagine di copertina
Ampolle con finti vaccini per il Covid 19. (Credit: Pavlo Gonchar/SOPA Images via ZUMA Wire)

L’annuncio che il Regno Unito ha autorizzato in tempi record il vaccino anti Covid di Pfizer/BioNTech ha provocato una reazione immediata da parte dell’Agenzia Europea del Farmaco (Ema). L’agenzia, che ha annunciato che prenderà sul vaccino una decisione entro il 29 dicembre, ha pubblicato infatti una nota nella quale sottolinea come la procedura di approvazione europea sia “più efficace” e “basata su più dati” di quella britannica.

Una risposta che punta a contraddire la narrazione portata avanti dal Regno Unito, secondo il quale sarebbe stata la Brexit a garantire un via libera così rapido, come ha lasciato intendere il ministro della Salute britannico, Matt Hancock. Il ministro ha dichiarato infatti che un simile risultato è stato possibile una volta venuta meno la necessità di andare “al ritmo degli europei, che si stanno muovendo un po’ più lentamente”.

Questo nuovo scontro tra Londra e Bruxelles arriva a meno di un mese dal compimento definitivo della Brexit e mentre sembra sempre più probabile il rischio che l’addio di Londra all’Ue si consumi senza un accordo. “Poche parole sulla Brexit ai miei amici britannici: BioNtech è un prodotto dell’Ue”, ha affermato il ministro della Salute tedesco, Jens Spahn, sottolineando che “il fatto che questo prodotto europeo sia così buono che il Regno Unito lo abbia approvato così velocemente dimostra che nelle crisi la cooperazione europea e internazionale è la migliore”.

L’Mhra ha dato l’autorizzazione d’emergenza al vaccino ad appena dieci giorni dall’inizio dell’esame dei dati sui test di larga scala. Un portavoce della Commissione europea ha dichiarato all’agenzia Reuters che la procedura dell’Ema “è il meccanismo normativo più efficace per garantire a tutti i cittadini europei accesso a un vaccino sicuro ed efficace”, ma la direttrice della Mhra, June Raine, ha assicurato che non è stata presa “alcuna scorciatoia” nell’approvazione del vaccino e che il processo è dipeso “totalmente dai dati disponibili nelle nostre revisioni continue”.

A sostenere che lo sprint di Londra sia stato un “passo sostanzialmente politico non privo di rischi” è anche l’ex direttore dell’Ema, Guido Rasi. “Sto ancora controllando la notizia e quindi ho in mano solo dati parziali”, ha spiegato Rasi a Radio Capital, “ma mi sembra di capire che abbiano usato l’Emergency Use Authorization che li autorizza ad utilizzare solo un lotto specifico di vaccino e quindi limitato”. “Certamente se valuti solo i dati parziali come stanno facendo loro ti prendi anche un minimo di rischio”, osserva Rasi, “personalmente avrei aspettato una robusta revisione su tutti i dati disponibili, cosa che il governo inglese non ha fatto per poter dire che senza Europa si arriva prima”.

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