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Usa, il “muro di Trump” non si ferma davanti a nulla: iniziate le esplosioni controllate nel memoriale dei nativi americani

Le operazioni di demolizione sono iniziate nei giorni scorsi all'interno di una riserva naturale dell'Arizona, dove sorgerà la ormai nota barriera anti-immigrati

Di Niccolò Di Francesco
Pubblicato il 11 Feb. 2020 alle 22:57 Aggiornato il 12 Feb. 2020 alle 15:08
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Usa: il memoriale dei nativi americani demolito con la dinamite per far spazio al “muro di Trump”

In Arizona, negli Usa, sono iniziate le demolizioni con l’esplosivo del memoriale dei nativi americani, che dovrà far spazio al “muro di Trump”, la barriera anti-immigrati al confine tra Stati Uniti e Messico.

Nonostante le polemiche e le proteste, infatti, nei giorni scorsi è stato dato il prima via libera alle esplosioni controllate con la dinamite presso “Monument Hill”, luogo sacro per i nativi americani, che si trova all’interno dell’Organ Pipe Cactus National Monument, riserva naturale riconosciuta dall’Unesco che si trova al confine con lo stato messicano di Sonora.

Qui, infatti, sono seppelliti i corpi dei guerrieri Apache morti in battaglia.

Il luogo, oltre a essere considerato sacro dai nativi americani, ha una rilevanza storica vista la presenza di alcuni siti archeologici che risalgono ad almeno 4 secoli fa.

Secondo gli ambientalisti, inoltre, le esplosioni in questa regione desertica potrebbero danneggiare la falda acquifera sotterranea e le migrazioni della fauna selvatica.

Tuttavia, invocando motivi di sicurezza nazionale il presidente Usa Donald Trump può ignorare sia le leggi di tutela ambientale che di rispetto per i luoghi monumentali: motivo per cui i lavori di costruzione del muro, che sarà alto circa 9 metri estendendosi all’interno del parco per 43 miglia, continueranno senza sosta.

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