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Home » Esteri

L’Ucraina ha sospeso i rapporti commerciali con le repubbliche separatiste del Donbass

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La decisione di interrompere il flusso di beni è soprattutto volta a colpire l’economia dell’area occupata dai filo-russi

Continua lo scontro tra Ucraina e combattenti filo-russi. Il governo ucraino ha infatti sospeso i rapporti commerciali con le autoproclamate repubbliche filo-russe del Donbass. 

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La decisione di interrompere il flusso di beni è soprattutto volta a colpire l’economia dell’area occupata dai separatisti.

I beni esclusi da questo provvedimento rimangono quelli forniti dalla Croce Rossa, i quali potranno continuare a oltrepassare il confine per fornire aiuti umanitari ai cittadini che si trovano nella zona orientale del paese.

Il governo ucraino, si era finora schierato contro qualsiasi blocco commerciale nei confronti dei territori occupati, dato che provvedimenti di questo genere avrebbero solo inflitto danni economici al paese stesso.

È però proprio il presidente ucraino, Petro Poroschenko, ad aver annunciato il cambio di rotta del governo.

Poroschenko, ha infatti dichiarato che questa nuova misura rimarrà in vigore finché i secessionisti non avranno restituito all’Ucraina le industrie specializzate in carbone da loro occupate.

Questa posizione si avvicina di più all’opinione dei nazionalisti ucraini, i quali chiedono da tempo al governo di intraprendere una strada più dura nei confronti dei combattenti filo-russi.

Nel frattempo, il Cremlino ha condannato queste misure adottate dal governo ucraino, avvertendo che si potrebbe andare incontro a una “catastrofe umanitaria”. 

Il conflitto commerciale tra Kiev e i ribelli iniziò alla fine di gennaio, quando alcuni nazionalisti ucraini bloccarono delle linee ferroviarie utili per il trasporto di carbone provenienti dall’est del paese.

Questo congelamento delle relazioni commerciali tra le due parti, non solo infligge un colpo particolarmente duro all’economia ucraina, ma allontana anche l’idea di una risoluzione pacifica.

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