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Trump: “Ho previsto la strage dell’11 Settembre un anno prima in un libro”. Ma è vero? Ecco cosa c’è scritto

Immagine di copertina
Credit: AGF

Nel 2000 il presidente descriveva Bin Laden come una delle tante minacce nazionali e si diceva convinto che gli Usa rischiassero di subire un attentato terroristico

Donald Trump sostiene di aver previsto la strage dell’11 settembre 2001 con un anno d’anticipo. Lo ripete da anni ed è tornato ad affermarlo ieri, lunedì 16 marzo 2026, durante un incontro con i membri del consiglio d’amministrazione del Trump Kennedy Center, il principale centro culturale nazionale degli Stati Uniti.

Il leader della Casa Bianca stava parlando della guerra che gli Usa e Israele hanno scatenato contro l’Iran e del conseguente blocco imposto dalla Repubblica islamica sullo Stretto di Hormuz, mossa che rischia di innescare una grave crisi dei prezzi di petrolio e gas su scala globale.

«Sapevo dello Stretto, sapevo che sarebbe diventato un’arma, cosa che avevo previsto molto tempo fa, avevo previsto tutto questo. Siete stati molto generosi nel credere che avessi previsto tutto», ha detto Trump. Poi, riecco la storia sull’11 Settembre: «Avevo previsto che Osama Bin Laden avrebbe colpito il World Trade Center, l’avevo previsto un anno prima che lo facesse», ha detto il presidente. «Dissi: “È meglio che lo prendiate, è un tipo pericoloso”. Esattamente un anno prima, l’ho scritto in un libro. Potete anche controllare. Circa un anno prima che crollasse il World Trade Center. Il presidente Clinton ebbe effettivamente l’occasione di colpirlo, ma non la colse».

Trump si riferisce al suo libro “L’America che ci meritiamo”, pubblicato nel 2000 e scritto insieme al ghost writer Dave Shiflett. Nel libro ci sono due passaggi che richiamano in qualche modo ciò che sarebbe accaduto l’anno successivo.

Il primo riguarda Bin Laden, futuro mandante dell’attentato alle Torri Gemelle (quasi 3mila morti complessivi). «Un giorno – scrisse Trump – ci viene detto che una figura oscura senza fissa dimora di nome Osama Bin Laden è il nemico pubblico numero uno, e i caccia statunitensi distruggono il suo campo in Afghanistan. Lui scappa di nuovo sotto qualche pietra, e pochi cicli di notizie dopo, si passa a un nuovo nemico e a una nuova crisi».

In un altro capitolo del libro, Trump esprime invece preoccupazione per un possibile grave attacco terroristico sul suolo americano e menziona il precedente attacco jihadista alle Torri Gemelle del 26 febbraio 1993, quando un furgone-bomba esplose nel parcheggio sotterraneo uccidendo 6 persone e ferendone un migliaio. Nel 2000 il tycoon si diceva «convinto che corriamo il pericolo di attacchi terroristici del tipo che faranno sembrare l’attentato al World Trade Center un gioco da ragazzi con i petardi».

Trump, peraltro, non si riferiva tanto al possibile dirottamento di aerei contro il World Trade Center, quanto piuttosto alla minaccia di un’arma di distruzione di massa come un ordigno nucleare o l’antrace. [LEGGI ANCHE: Nuovo video social della Casa Bianca: la guerra all’Iran diventa un trailer coi film di Hollywood].

Nel 2000 Trump non era il solo ad avvertire il pericolo che gli Stati Uniti potessero subire un attentato terroristico: anche la Cia, l’Fbi e diversi parlamentari e giornalisti ne parlavano. In sostanza, dunque, quando il presidente afferma di aver previsto la strage dell’11 settembre 2001 dice una cosa non del tutto falsa, ma certamente non vera.

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