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Il Texas ha il tasso di mortalità materna più alto dell’Occidente

I tagli imposti dall’amministrazione repubblicana, secondo una ricerca, hanno fatto raddoppiare le morti per complicazioni in seguito alla gravidanza

Di TPI
Pubblicato il 21 Ago. 2016 alle 15:59 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 02:45
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Immagine di copertina

Le donne morte a causa di complicazioni in seguito a una gravidanza in Texas sono raddoppiate nel periodo tra il 2010 al 2014, facendo dello stato americano la zona con il tasso di mortalità materna più alto tra le nazioni più sviluppate.

La ricerca dell’Università di Maryland sarà pubblicata sul numero di settembre del giornale Obstetrics and Gynecology. Negli Stati Uniti, secondo lo studio, il tasso di mortalità tra le madri è aumentato nel periodo tra il 2000 e il 2014, nonostante nel resto del mondo diminuisse.

In particolare in Texas, il numero di morti ogni 100mila abitanti è cresciuto del 27 per cento, passando da un tasso di 18.8 punti nel 2000 a 23.8 nel 2014. Tra il 2010 e il 2014, più di 600 donne sono morte per ragioni collegate alla loro gravidanza.

Un’impennata, soprattutto negli ultimi quattro anni presi in considerazione, “difficile da spiegare in assenza di una guerra, di un disastro naturale o di una gravissima recessione economica”, fanno notare gli autori della ricerca.

A finire sotto accusa sono stati i tagli alla spesa sanitaria introdotti amministrazione repubblicana dello stato, in particolare proprio per le cliniche che si occupano di maternità. Molte strutture ospedaliere sono state costrette a chiudere, mentre altre hanno dimezzato i loro servizi, come i controlli di gravidanza gratuiti e altri esami sulla salute delle madri.

A causa dei tagli, le madri più povere non hanno più avuto accesso a servizi come analisi sulla salute dei neonati e persino per ottenere contraccettivi.

Allo stesso tempo, il Texas, con una legislazione estremamente restrittiva, ha eliminato le cliniche che praticano l’aborto. Nel 2013 il Texas ha reintrodotto i finanziamenti alle cliniche, ma le strutture sanitarie hanno incontrato difficoltà nel ripristinare i servizi ai livelli di un tempo.

Lo studio accresce la preoccupazione per come lo stato possa affrontare l’emergenza del virus Zika, che è trasmesso dalle zanzare e causa malformazioni nei neonati, e potrebbe colpire il Texas e altri stati meridionali del Nord America.

“É necessario raddoppiare gli sforzi per prevenire le morti collegate alla gravidanza e migliorare le condizioni d’accesso all’assistenza sanitaria per i 4 milioni di donne degli Stati Uniti che ogni hanno diventano madri”, concludono gli autori dello studio.

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