Stop ai colloqui USA-Iran a Islamabad, Vance: “Non abbiamo raggiunto un accordo”. Teheran: “Proposte irricevibili”
“Non è stato raggiunto un accordo tra Stati Uniti e Iran”. A dirlo è stato il vicepresidente americano JD Vance nella notte italiana, parlando a Islamabad, in Pakistan dove erano in corso i colloqui tra le due nazioni per mettere fine alla guerra. “Per 21 ore abbiamo avuto una serie di discussioni sostanziali con gli iraniani – ha proseguito Vance -. Questa è la buona notizia. La cattiva notizia è che non abbiamo raggiunto un accordo. E penso che questa sia una cattiva notizia per l’Iran molto più che per gli Stati Uniti d’America”.
“Torniamo negli Stati Uniti senza aver raggiunto un accordo – ha proseguito il vicepresidente USA –. Abbiamo chiarito molto bene quali sono le nostre linee rosse, su quali punti siamo disposti a venire loro incontro e su quali invece non lo siamo, e lo abbiamo fatto nel modo più chiaro possibile. E loro hanno scelto di non accettare le nostre condizioni”.
Durante il suo discorso Vance non ha voluto indicare i punti di disaccordo con gli iraniani, ma sembrerebbe che non sia stato trovato un punto di contatto sull’arricchimento dell’uranio per produrre le armi nucleari. “Non entrerò in tutti i dettagli, perché non voglio negoziare in pubblico dopo aver negoziato per 21 ore in privato – ha tagliato corto Vance – ma il punto fondamentale è che dobbiamo vedere un impegno esplicito da parte loro a non cercare un’arma nucleare e a non cercare gli strumenti che permetterebbero loro di ottenerla rapidamente. Questo è l’obiettivo centrale degli attuali Stati Uniti, ed è ciò che abbiamo cercato di ottenere attraverso questi negoziati”.
“Il loro programma nucleare, per quello che è, le strutture di arricchimento che avevano in precedenza, sono state distrutte. Ma la domanda fondamentale è: vediamo un impegno reale e duraturo da parte degli iraniani a non sviluppare un’arma nucleare? Non solo adesso, non solo tra due anni, ma nel lungo periodo. Questo ancora non lo abbiamo visto. Speriamo di sì”. Infine, Vance ha concluso: “Lasciamo questo incontro con una proposta molto semplice: devono capire che questa rappresenta la nostra offerta finale e migliore. Vedremo se gli iraniani la accetteranno”.
E Teheran? Il portavoce del ministero degli Affari esteri di Teheran ha sottolineato che passi in avanti nel negoziato a Islamabad per mettere fine alla guerra in Medio Oriente dipendono dall’assenza di richieste “eccessive e illegali” da parte degli Stati Uniti. “Il successo del processo diplomatico dipende seriamente dalla buona volontà dell’altra parte, dall’astensione da ogni eccesso e da ogni pretesa illegale, nonché il riconoscimento dei diritti e degli interessi legittimi dell’Iran”, ha scritto su X Esmaeil Baqaei.
“Nessuno si aspettava un accordo già nelle prime fasi trattative”, ha poi aggiunto. “Teheran è certa che i contatti con il Pakistan proseguiranno”. Il ministero degli Esteri iraniano ha poi dichiarato che i negoziati con gli Stati Uniti sono falliti a causa di “un divario tra le nostre posizioni su due o tre questioni importanti. Alla fine i colloqui non hanno portato a un accordo”. Non è stato specificato quali fossero tali questioni. Su alcuni argomenti, Baghaei ha affermato che i negoziatori statunitensi e iraniani “hanno effettivamente raggiunto una comprensione reciproca”. Infine un’apertura: “La via della diplomazia non è chiusa”. Secondo quanto riporta Irna, la Repubblica islamica al momento non prevede di riprendere immediatamente i negoziati con gli Stati Uniti, ma tiene i canali diplomatici aperti.