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Home » Esteri

Israele intitolerà una stazione ferroviaria di Gerusalemme a Donald Trump

Immagine di copertina
Un incontro tra i due leader durante il viaggio di Trump in Israele. Credit: Ronen Zvulun

Si tratta di una forma di ringraziamento per la decisione di Trump di riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele

Secondo quanto riferito dal ministro dei Trasporti di Israele Israel Katx, la stazione ferroviaria di prossima costruzione vicino al Muro del Pianto, nella città vecchia di Gerusalemme Est, verrà intitolata a Donald Trump.

La decisione è stata presa martedì 26 dicembre, adottando le raccomandazioni di un comitato che suggeriva di estendere la futura linea ad alta velocità tra Tel Aviv e Gerusalemme nel quartiere ebraico della città vecchia, stabilendovi una stazione ferroviaria.

In una dichiarazione rilasciata oggi all’agenzia di stampa Afp, il ministro ha detto che la stazione si chiamerà “Donald John Trump”, “a causa della sua storica e coraggiosa decisione di riconoscere Gerusalemme come capitale dello Stato di Israele e al suo contributo al rafforzamento dello status della città come capitale del popolo ebraico”.

Il 6 dicembre, il presidente degli Stati Uniti ha deciso di riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele e di spostarvi l’ambasciata statunitense, facendo diventare gli Stati Uniti il primo importante paese a compiere questa scelta.

“È ora di riconoscere Gerusalemme come capitale dello Stato di Israele, è l’inizio di un nuovo approccio al conflitto israelo-palestinese. Israele ha il diritto a scegliere la propria capitale”, ha detto quel giorno Trump.

Il 21 dicembre,  l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha sonoramente bocciato la linea di Donald Trump sulla questione palestinese, votando a larga maggioranza per respingere la decisione di riconoscere Gerusalemme come capitale d’Israele.

Nonostante i severissimi avvertimenti degli Stati Uniti alla vigilia del voto, 128 stati membri (tra cui anche l’Italia) si sono schierati contro il presidente statunitense votando a favore della risoluzione. 35 le astensioni e solo nove i voti contrari, tra i quali quelli di Usa e Israele.

In seguito all’approvazione di questa risoluzione, gli Stati Uniti hanno reso noto di avere negoziato un taglio di circa 285 milioni di dollari per il biennio 2018-2019 al bilancio dell’Organizzazione delle Nazioni Unite.

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