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Gli Stati Uniti rischiano lo scontro militare con la Cina

Secondo i media di stato cinesi, Washington potrebbe innescare uno scontro militare nel Mar cinese meridionale

Di TPI
Pubblicato il 13 Gen. 2017 alle 08:37 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 22:02
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Immagine di copertina

I media di stato cinesi hanno detto che gli Stati Uniti rischiano di innescare una guerra su larga scala con la Cina se tenteranno di bloccare le isole del Mar cinese meridionale: qualora le dichiarazioni fatte da Donald Trump in campagna elettorale si traducessero in politiche una volta alla Casa Bianca “le due parti faranno bene a prepararsi allo scontro militare”.

Il futuro segretario di Stato Rex Tillerson ha infatti dichiarato che l’accesso di Pechino a quelle isole non sarà consentito, senza specificare in che modo sarà impedito.

Gli esperti sostengono tuttavia che il blocco non potrebbe che essere implementato con un significativo impiego di forza militare.

“La Cina è abbastanza determinata e forte da assicurarsi che il tentativo di Tillerson di creare agitazione non abbia successo … a meno che Washington non abbia in mente di innescare una guerra su larga scala nel Mar cinese meridionale, qualsiasi altro approccio per impedire l’accesso cinese alle isole sarebbe insensato”, scrive il Global Times, un quotidiano legato al Patito comunista cinese.

Anche il China Daily si è espresso sugli stessi toni, scrivendo che impedire alla Cina l’accesso alle isole che già controlla innescherebbe uno scontro devastante tra Pechino e Washington.

Più pacata, invece, la risposta del ministero degli Esteri, che attraverso il portavoce Lu Kang ha assicurato: i rapporti tra i due paesi si fondano sul “non-scontro, non-conflitto, mutuo beneficio e cooperazione vantaggiosa per tutti”.

Le isole contese

Le isole del Mar cinese meridionale, incluse le isole Spratly e le Paracel, sono contese da anni da diversi paesi: oltre alla Cina, rivendicano diritti anche Brunei, Filippine, Malesia, Taiwan e Vietnam.

Pechino ha costruito fortificazioni e isole artificiali nelle acque della zona.

Durante l’amministrazione Obama, gli Stati Uniti sono rimasti neutrali, ma hanno sfidato il controllo cinese dell’area facendo transitare i vascelli della marina militare al largo delle isole in questione.

Pechino ritiene che questi siano atti provocatori e accusa Washington di aver militarizzato l’area e inasprito le tensioni.

A luglio del 2016, esprimendosi sulla vertenza Philippines v. China, la corte arbitrale dell’Aia ha stabilito che la Cina non ha alcun titolo storico sulle acque del Mar cinese meridionale e che ha violato i diritti di sovranità territoriale delle Filippine, ma Pechino ha respinto il verdetto e liquidato il caso come una farsa.

(Le rivendicazioni territoriali sul Mar cinese meridionale. Credit: Wikipedia)

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