Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 18:41
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Esteri

Gli Stati Uniti hanno iniziato a bombardare (di nuovo) la Libia

Immagine di copertina

Il presidente Obama ha autorizzato raid aerei su Sirte contro l'Isis, ma non è una scelta priva di conseguenze e contestazioni

Gli Stati Uniti hanno cominciato una campagna di bombardamenti aerei su Sirte, in Libia, contro il sedicente Stato islamico che aveva trovato terreno fertile nel paese nordafricano grazie al vuoto di potere dell’era post-Gheddafi.

La campagna americana è stata lanciata in seguito a una richiesta di aiuto del governo di accordo nazionale guidato dal primo ministro Fayez Serraj e sostenuto dalla comunità internazionale, che è impegnato nell’offensiva per espellere l’Isis dal territorio libico.

I militari americani ritengono che ci siano meno di mille miliziani estremisti ancora asserragliati nella città di Sirte e i raid sono volti a contribuire a rompere la situazione di stallo nell’offensiva contro la roccaforte dell’Isis, che si è arrestata sui fronti meridionali e occidentali.

In molti ritengono che i miliziani, malgrado siano in numero ridotto, opporranno una strenua resistenza e combatteranno strada per strada fino alla morte.

L’aeronautica americana ha condotto solo due raid nella giornata di lunedì ma ha annunciato che i bombardamenti proseguiranno in modo sistematico nelle prossime settimane e non hanno un termine predeterminato. Saranno impegnati sul campo sia droni che aerei da guerra ordinari controllati da piloti e compiranno “missioni di precisione”.

Tuttavia, l’amministrazione Obama non ha richiesto l’autorizzazione del Congresso americano per intervenire, proprio come non l’aveva chiesta nel 2011 quando l’obiettivo era spodestare il colonnello Muammar Gheddafi.

Più di recente Obama ha ammesso che l’intervento in Libia, senza un’adeguata pianificazione per i momenti successivi alla caduta del regime è stato il peggior errore della sua amministrazione.

Tuttavia, il governo sostiene che l’azione in Libia fa parte della guerra al terrore ed è quindi consentita sotto l’Autorizzazione sull’uso della forza militare del 14 settembre 2001, passata all’indomani dell’attacco di al-Qaeda sulle Torri Gemelle e il Pentagono.

Il prossimo 8 novembre, gli Stati Uniti eleggeranno il successore di Barack Obama alla Casa Bianca. Nell’ipotesi che la presidenza resti in mano al partito democratico, c’è da rilevare che Hillary Clinton e il vice designato senatore Tim Kaine non condividono lo stesso punto di vista sulla questione.

Infatti, mentre Clinton ha abbracciato la linea del governo Obama sull’autorizzazione implicita alla lotta militare all’Isis, Kaine non è mai stato d’accordo e ha coerentemente e continuativamente invitato il governo a consultare il congresso in merito, potrebbe quindi spingere per una nuova richiesta di autorizzazione al parlamento americano.

Intanto, l’ambasciatore russo in Libia ha commentato l’intervento militare americano dichiarando che i raid aerei condotti contro l’Isis sulla città di Sirte sono illegali.

Ti potrebbe interessare
Esteri / “Cristiano Ronaldo è scappato dall’Arabia dopo l’attacco iraniano”: il suo jet privato ha raggiunto la Spagna
Esteri / Gli americani bocciano Trump: solo un cittadino Usa su quattro approva l’attacco all’Iran
Esteri / Dietro le quinte: ecco come è stato pianificato il raid aereo di Usa e Israele che ha ucciso Ali Khamenei in Iran
Ti potrebbe interessare
Esteri / “Cristiano Ronaldo è scappato dall’Arabia dopo l’attacco iraniano”: il suo jet privato ha raggiunto la Spagna
Esteri / Gli americani bocciano Trump: solo un cittadino Usa su quattro approva l’attacco all’Iran
Esteri / Dietro le quinte: ecco come è stato pianificato il raid aereo di Usa e Israele che ha ucciso Ali Khamenei in Iran
Esteri / Missili, droni e autonomia tattica: dentro la strategia di rappresaglia dell'Iran contro Usa, Israele e i loro alleati
Esteri / Macron rafforza il nucleare francese e allarga l’ombrello a 8 Paesi europei: l’Italia rifiuta
Esteri / Nuovi raid sull'Iran: "Colpita l'assemblea che stava eleggendo il successore di Khamenei". L'esercito di Israele entra in Libano: chiude l'ambasciata Usa a Beirut. Trump: "Abbiamo abbastanza armi per combattere per sempre". Teheran avverte gli europei: "Non unitevi alla guerra". Netanyahu minaccia: “Intensificheremo i raid”. Cina: "Fermatevi prima che conflitto diventi incontrollabile". Gaza: chiusi i valichi da inizio ostilità
Esteri / La guerra ora si allarga: raid sull’Iran e sul Libano, esplosioni a Dubai e Doha. Grossi (Aiea): “Situazione preoccupante, rischio radiazioni”. Tre jet Usa colpiti da fuoco amico per errore. Trump: “Stiamo massacrando Tehran, presto arriverà grande ondata”
Esteri / Trump: “La nuova leadership dell'Iran è pronta al dialogo e anch’io”. Teheran: “Disposti a seri sforzi per la de-escalation”. Continuano gli attacchi aerei sull'Iran, che contrattacca: uccisi 3 soldati statunitensi, 9 morti in Israele, 3 negli Emirati Arabi e 1 in Kuwait. Proteste anti-Usa in Pakistan: 10 vittime a Karachi. Crosetto torna in Italia con un volo militare
Esteri / Stati Uniti e Israele attaccano l’Iran. L’annuncio di Trump: “Khamenei è morto”. Teheran attacca le basi Usa nella regione
Esteri / Il Pakistan dichiara “guerra aperta” ai talebani in Afghanistan