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Home » Esteri

Siria, uccisi 17 civili tra cui 15 bambini in Ghouta

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Nell'ultimo mese in Ghouta sono morti oltre 1.400 civili, Credit: Abdulmonam Eassa / AFP / Getty Images

L'ennesima strage, mentre continuano le evacuazioni e il regime conquista ormai l'80 per ceto dell'enclave ribelle

Nella notte tra il 19 e il 20 marzo 2018 almeno 17 civili, tra cui 15 bambini, sono rimasti uccisi ad Arbn, nell’enclave ribelle della Ghouta orientale, in Siria, dopo pesanti bombardamenti condotti dalle forze del governo di Damasco.

In particolare, secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani, tre missili hanno colpito una scuola, facendola crollare su un sotterraneo usato come rifugio.

La notizia è stata riportata su Twitter dai Caschi Bianchi, gli uomini e le donne della Syrian Civil Defence, un’organizzazione nata nel 2013 per aiutare le vittime del conflitto siriano.

Secondo l’organizzazione, l’attacco areo è stato condotto dall’aviazione russa.

La Ghouta orientale è assediata dallo scorso 18 febbraio dall’esercito fedele al governo del presidente siriano Bashar al-Assad.

Dopo oltre un mese di intensi bombardamenti le forze di Damasco hanno preso il controllo dell’80 per cento dell’enclave, che si trova all’estrema periferia est della capitale.

Secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani, il bilancio delle vittime di questo assedio ha superato i 1.400 civili, tra cui almeno 281 bambini, a cui si aggiungono oltre 5mila feriti.

| SPECIALE GUERRA IN SIRIA |

Il 18 marzo 2018, a un mese esatto dall’inizio dell’offensiva, il presidente Assad ha visitato per la prima volta la Ghouta, congratulandosi con le proprie truppe per aver “salvato Damasco”, bersaglio di proiettili e razzi sparati dalla roccaforte ribelle negli ultimi mesi.

La scorsa settimana il governo siriano e la Russia, suo alleato, da una parte, e gli insorti, dall’altra, hanno concordato grazie alla mediazione delle Nazioni Unite di consentire una massiccia evacuazione di civili dall’enclave.

In pochi giorni oltre 70mila persone sono fuggite dai territori ancora controllati dai ribelli.

Secondo il ministero russo della Difesa, le proporzioni dell’evacuazione sono maggiori: solo ieri, 19 marzo 2018, Mosca ha calcolato oltre 80mila persone che hanno lasciato la zona sotto assedio.

Quattromila civili sono fuggiti soltanto dalla sacca di resistenza a sud della Ghouta orientale, controllata dal gruppo armato Faylaq al-Rahman.

Questo settore “è in attesa dell’annuncio di un accordo tra i ribelli di Faylaq al-Rahman e la Russia, riguardante l’evacuazione dei ribelli nel nord della Siria”.

Il portavoce del gruppo Wael Alwane ha riferito di “colloqui” con una delegazione dell’Onu, sottolineando che “sono in corso i preparativi per negoziati seri per garantire la sicurezza e la protezione dei civili”.

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