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Perché in Francia si continua a scioperare e cosa prevede la riforma del lavoro

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Intanto continuano le proteste e gli scioperi. In tutto almeno 77 manifestanti sono stati arrestati e 15 agenti di polizia sono rimasti feriti nei tafferugli.

In Francia non si fermano gli scioperi e le proteste contro la riforma del mercato del lavoro, voluta dal governo di Manuel Valls. I sindacati hanno invitato i lavoratori di vari settori, da quelli delle raffinerie di petrolio, alle centrali nucleari, passando per gli impiegati dei servizi di trasporto e altri, a “proseguire e potenziare” le azioni di protesta. 

Il presidente Francois Hollande ha ribadito che non avrebbe fatto marcia indietro: “Penso che queste siano buone riforme”, ha insistito lui, nonostante il malcontento di buona parte dell’opinione pubblica. 

La riforma fortemente voluta dal presidente della repubblica François Hollande e dal primo ministro Manuel Valls, prevede la semplificazione delle regole di assunzione e di licenziamento, una maggiore flessibilità sugli orari di lavoro e la possibilità per la grandi aziende di ridurre i salari.

Tre quarti dei francesi sono contrari alla normativa e vi sono state forti critiche nei confronti del governo per aver fatto ricorso all’articolo 49.3 della costituzione che prevede l’approvazione veloce delle leggi senza passare dal voto del parlamento.

In tutto almeno 77 manifestanti sono stati arrestati e 15 agenti di polizia sono rimasti feriti nei tafferugli. 

Il primo ministro Manuel Valls, irremovibile fino a qualche giorno fa, ha anche detto che le riforme non saranno bloccate, ma ha suggerito che potrebbero essere “modificate”.

Uno degli elementi più controversi della riforma è l’articolo due, che dà ai datori di lavoro il diritto di negoziare modifiche sull’orario di lavoro del personale. Valls ha detto che questo articolo non sarebbe stato modificato.

Lunghe code si sono formate nelle stazioni di servizio a causa della carenza di carburante, causata dai blocchi delle raffinerie del paese. 

Parlando a margine del vertice del G7 in Giappone, il presidente Hollande ha detto: “il nostro dovere primario è quello di fare di tutto per mantenere la fornitura di carburante al pubblico e di continuare a fornire i servizi pubblici essenziali”.

La “Confédération générale du travail” (Cgt) sta conducendo l’azione di protesta, sostenuta da altri sindacati, tra cui Forza Ouvrière e Unef. Il sindacato più moderato Cfdt è uno dei pochi a sostenere la controversa riforma.

La situazione è resa ancora più allarmante dal fatto che la Francia ospiterà i campionati europei di calcio che inizieranno il 10 giugno allo stadio Saint-Denis di Parigi. Il 14 giugno, quando i senatori francesi cominciano a discutere il pacchetto di riforma, i sindacati hanno intenzione di organizzare una “grandissima manifestazione nazionale” a Parigi.

I punti principali della proposta di legge:

– La settimana lavorativa rimane di 35 ore, ma sarà solo un orario di media. Le imprese possono negoziare con i sindacati locali più o meno ore settimanali, fino a un massimo di 46 ore. 

– Alle imprese è dato un margine più ampio per ridurre la paga. Alle imprese è data una maggiore libertà per ridurre la paga

– Sono previste condizioni più facili per licenziare i lavoratori. In teoria questa mossa ha l’intento di far sì che le aziende possano decidere di assumere con più facilità se in seguito possono licenziare i dipendenti in caso di difficoltà economiche. 

– I datori di lavoro hanno inoltre un margine di manovra per negoziare ferie e congedi speciali come ad esempio quello matrimoniale o di maternità, che attualmente sono fortemente regolamentati.

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