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Le prime rivelazioni emerse dai 2.800 file desecretati da Trump sull’assassinio di Kennedy

Oltre 300 documenti resteranno segreti per altri sei mesi per motivi di sicurezza nazionale. Dai dati sono emerse informazioni relative ai tentativi di eliminare Fidel Castro

Di Giuseppe Loris Ienco
Pubblicato il 27 Ott. 2017 alle 09:10 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 00:33
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Immagine di copertina
credit: Afp

Il 26 ottobre la Casa Bianca ha diffuso 2.800 file, già consultabili sul sito internet degli archivi nazionali, inerenti l’assassinio di John Fitzgerald Kennedy, avvenuto a Dallas il 22 novembre 1963. Qui è possibile leggerli.

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Oltre 300 documenti però, su richiesta di Cia, Fbi e altre agenzie, rimarrano segreti per almeno altri sei mesi per motivi di sicurezza nazionale.

Secondo alcuni funzionari statunitensi ascoltati dall’agenzia di stampa Reuters, il presidente Trump avrebbe ceduto con riluttanza alle richieste di agenzie ed enti investigativi federali.

Nelle parole di uno di questi funzionari, “Il presidente vuole che sia fatta assoluta chiarezza e si aspetta un lavoro migliore da parte delle agenzie per diffondere le informazioni ancora segrete nel più breve tempo possibile”.

Sarà necessario quindi attendere almeno fino al 26 aprile per ottenere ulteriori dettagli sull’omicidio dell’ex presidente Kennedy. I documenti pubblicati ieri, però, rivelano alcune informazioni rimaste segrete per ben 54 anni.

Una di queste riguarda i rapporti di Lee Harvey Oswald, l’uomo giudicato responsabile dell’assassinio di J.F.K., e i servizi segreti russi. In uno dei fascicoli diffusi, infatti, si legge che Oswald si sarebbe trovato a Città del Messico il 28 settembre 1963 per parlare con il console russo Valeriy Valdimirovich Kostikov e richiedere un visto per Mosca.

A renderlo noto sarebbe stato lo stesso Oswald, in una telefonata all’ambasciata sovietica del 1 ottobre dello stesso anno intercettata dalle autorità statunitensi. In un russo stentato, l’uomo avrebbe chiesto “di novità riguardanti un telegramma da Washington”.

Secondo altre carte, la redazione di un giornale britannico, il Cambridge News, avrebbe ricevuto una chiamata anonima 25 minuti prima dell’assassinio del novembre 1963 da parte di un uomo che avrebbe annunciato “delle grandi novità” vicine.

Alcuni dei documenti desecretati più interessanti, però, non riguardano la morte di Kennedy, bensì i tentativi perseguiti da Washington per spodestare il presidente cubano Fidel Castro.

In un sommario dei fatti realizzato dalla Cia nel 1975 si fa riferimento ai tentativi di coinvolgere uomini vicini alla criminalità organizzata per assassinare il leader cubano, al potere dal 1959 al 2008 e scomparso nel novembre dell’anno scorso.

In altri documenti vengono descritti i dettagli di un altro piano dei servizi segreti statunitensi per incoraggiare i cittadini cubani a rovesciare il potere del governo comunista: l’operazione, denominata “Operation Bounty”, prevedeva la diffusione tra gli abitanti dell’isola di una lista di nomi di funzionari di alto livello da eliminare, con tanto di ammontare della taglia.

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