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Home » Esteri

La storia di Brenda, uccisa nella discoteca Pulse per salvare suo figlio

Immagine di copertina

Nella notte di sabato la donna aveva deciso di trascorrere una serata nel club. Madre di altri 11 figli, aveva combattuto in passato contro due tumori

Tra le 49 vittime accertate e identificate della strage di Orlando, in Florida, c’è anche lei, Brenda Lee Marquez McCool, 49 anni, uccisa nella notte fra il 10 e l’11 giugno nella discoteca Pulse. 

Quella sera Brenda e suo figlio Isaia Henderson, 21 anni, avevano deciso di trascorrere una serata alternativa, all’insegna del divertimento. Nel locale punto di riferimento della comunità Lgbt di Orlando, quel sabato era in programma una serata dedicata alla musica latino-americana. 

Brenda amava ballare, soprattutto la salsa, e si era offerta di fare compagnia a Isaia. Lei che per due volte nella vita aveva dovuto combattere contro il cancro, prima al seno e poi alle ossa, e ne era uscita vittoriosa.

Qualche ora prima che la strage all’interno del locale si consumasse, Brenda aveva pubblicato sul suo profilo Facebook un video che la riprendeva felice e sorridente, mentre ballava e si divertiva insieme a decine di persone, ignare di ciò che sarebbe successo di lì a poco.

Poche ore dopo, il rumore assordante della musica si è mescolato ai colpi secchi di un’arma da fuoco.

Brenda era lì in mezzo alla pista da ballo quando Omar Mateen ha cominciato ad aprire il fuoco all’impazzata, colpendo tutti coloro che provavano a fuggire. È bastato un attimo. Gli occhi di Brenda hanno incrociato quelli di Mateen che stava puntando la sua arma contro Isaia. La donna ha urlato al figlio di abbassarsi e nell’istante in cui l’uomo ha premuto nuovamente il grilletto, Brenda ha fatto da scudo umano proteggendo con il suo corpo il figlio dalle raffiche di proiettili. 

La donna, madre di altri undici figli, è stata uccisa da due colpi di arma da fuoco. “Si è fatta uccidere, e questo dimostra quanto amava i suoi figli. Se non ci fosse stata lei, Isaia sarebbe morto”, ha raccontato la cognata Ada Pressley ai media locali. “Era una donna coraggiosa. Per tutto il giorno e per tutta la notte abbiamo sperato che, in qualche modo, fosse riuscita a salvarsi, che fosse in ospedale”.

Ma purtroppo Brenda non ce l’ha fatta. Isaia invece si è salvato, e sul suo profilo Facebook pochi istanti dopo la tragedia ha scritto: “Solo 24 ore fa ero con mia madre. È tutto così surreale. Ti amo, mamma”. 

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