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Home » Esteri

Usa, maxi causa alle multinazionali del farmaco: “Prezzi delle medicine gonfiati fino al 1.000%”

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Negli Usa, 44 stati hanno fatto causa a 20 aziende farmaceutiche, accusate di aver gonfiato i prezzi di alcuni farmaci essenziali per combattere patologie quali diabete, depressione, Aids, cancro e asma.

Le società in questione avrebbero messo in piedi un vero e proprio cartello, volto ad aumentare il costo dei medicinali e a moltiplicare così gli introiti.

Sotto accusa è finita in particolare la Teva Pharmaceuticals, multinazionale del farmaco che avrebbe messo in piedi l’accordo fraudolento, a cui poi avrebbero partecipato altre aziende come Pfizer, Novartis e Mylan.

Il prezzo dei farmaci sarebbe stato gonfiato fino al mille per cento. A promuovere la causa contro le 20 aziende è stato il procuratore generale del Connecticut, in seguito a un’indagine durata cinque anni. Alla denuncia si sono poi uniti altre 43 stati.

I farmaci il cui prezzo sarebbe stato gonfiato sono oltre 100: tra questi figurano medicinali come lamivudine-zidovudine (per l’HIV), budesonide (asma), fenofibrate (colesterolo), e una serie di altri farmaci per combattere tumori, depressione e disturbi dell’attenzione.

“Il prezzo dei farmaci è stato spinto in alto da un accordo fraudolento tra le multinazionali”, ha detto Gurbir Grewal, procuratore generale del New Jersey.

Gli accordi illeciti sarebbero stati presi dai dirigenti di queste aziende durante incontri informali, come spiega il New York Times.

A gestire il cartello, come detto, ci sarebbe stata la Teva Pharmaceuticals, la quale avrebbe poi convinto altre compagnie ad entrare nel sistema illecito.

Grazie al cartello, secondo quanto sostiene l’accusa, le multinazionali potevano tranquillamente gonfiare i prezzi senza incorrere nel rischio della concorrenza.

La Teva Pharmaceuticals ha smentito ogni addebito (“non abbiamo tenuto alcuna condotta che potrebbe portare a responsabilità civile o penale”, si legge in un comunicato), così come Pfizer e altre aziende coinvolte nello scandalo.

Starà ora alla giustizia americana far luce sulla questione, per cercare di capire se queste compagnie si siano arricchite sulla pelle dei malati.

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