Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 08:00
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Esteri

“Possiamo lanciare 500 testate nucleari. Abbastanza per distruggere Usa e Nato”: la minaccia della Russia

Immagine di copertina

“Possiamo lanciare 500 testate nucleari. Abbastanza per distruggere Usa e Nato”: la minaccia della Russia

“A cosa serve il mondo se la Russia non ci sarà dentro?” È la cupa domanda rivolta ai propri telespettatori da uno dei volti più noti della televisione russa. “I nostri sottomarini da soli possono lanciare più di 500 testate nucleari, che peraltro garantirebbero la distruzione degli Stati Uniti e della Nato”, ha dichiarato durante una trasmissione della tv di stato russa Dmitri Kiselyov, giornalista considerato molto vicino a Vladimir Putin, mentre tra Russia e paesi occidentali continuano ad aumentare le tensioni, con l’annuncio dell’allerta nucleare da parte di Mosca. “Il principio è: a cosa serve il mondo se la Russia non ci sarà dentro?”

Kiselyov non è nuovo a uscite del genere. Già lo scorso dicembre, l’uomo che nel 2013 il presidente russo aveva nominato a capo della nuova agenzia internazionale Russia Today (Rossiya Segodnya), aveva dichiarato che la Russia potrebbe ridurre in “cenere radioattiva” gli Stati Uniti, accusati all’epoca di diffondere “falsità” sulle intenzioni di Mosca di invadere l’Ucraina. Tre anni fa aveva mostrato in televisione una mappa degli Stati Uniti che indicava obiettivi quali il Pentagono e Camp David, spiegando che i nuovi missili ipersonici sviluppati dalla Russia sarebbe in grado di colpirli in meno di cinque minuti. “La vendetta sul territorio degli Stati Uniti è (una questione di) principio per noi”, aveva detto il conduttore, che come osserva il corrispondente del Financial Times Max Seddon, solo nel 2012 si recava a Washington per uno scambio presso il dipartimento di Stato americano. Tempi diversi.

GUERRA IN UCRAINA: LE ULTIME NOTIZIE IN DIRETTA
Ti potrebbe interessare
Esteri / Gruppo FS e Certares: partnership per lo sviluppo dell’alta velocità internazionale
Esteri / Reportage TPI – Il prezzo del sangue: così i tagli di Trump mettono a rischio la lotta all’HIV in Uganda
Esteri / Make Antitrust Great Again? Tutte le crepe nel movimento trumpiano tra lobbisti e falchi dei monopoli
Ti potrebbe interessare
Esteri / Gruppo FS e Certares: partnership per lo sviluppo dell’alta velocità internazionale
Esteri / Reportage TPI – Il prezzo del sangue: così i tagli di Trump mettono a rischio la lotta all’HIV in Uganda
Esteri / Make Antitrust Great Again? Tutte le crepe nel movimento trumpiano tra lobbisti e falchi dei monopoli
Esteri / L’età della grande paralisi globale: ecco perché nessuno può sfidare il duopolio di Usa e Cina
Esteri / Oms: “Oltre 1.000 persone sono morte a Gaza in attesa di un’evacuazione medica dal luglio 2024”
Esteri / L’indiscrezione: “Grecia, Israele e Cipro valutano una forza militare congiunta nel Mediterraneo”
Ambiente / È uscito il nuovo numero di The Post Internazionale. Da oggi potete acquistare la copia digitale
Esteri / Piogge torrenziali, raid aerei e aiuti in ritardo: la tregua con Israele regge ma a Gaza si continua a morire
Esteri / Il discorso di Trump agli Usa: “Ho ereditato un disastro ma ora l’America è tornata”
Esteri / Iran, condannato a morte per “corruzione sulla Terra”: ora il pugile Mohammad Javad Vafaei Sani rischia l’esecuzione