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Abusa di una minorenne malata, la droga e filma i rapporti: parroco finisce in manette

Per tre anni ha perpetrato gli abusi sessuali su una ragazzina con problemi psicologici, poi lei ha trovato il coraggio di denunciarlo

Di Cristiana Mastronicola
Pubblicato il 8 Mar. 2019 alle 07:58 Aggiornato il 11 Set. 2019 alle 02:29
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Immagine di copertina
Credit: Getty Images

PARROCO ABUSA MINORENNE FILADELFIA – Di lui si fidava ciecamente: lei era una chierichetta e lui il suo parroco. Ma Armand Garcia, 49 anni, in realtà, era anche il suo carnefice, oggi finito in manette con l’accusa di abuso sessuale nei confronti di una ragazzina minorenne. Abuso andato avanti per anni, dal 2014 al 2017.

La storia arriva dall’altra parte dell’oceano: siamo a Filadelfia, nella chiesa del Cuore Immacolato di Maria. Qui il parroco Armand Garcia ha abusato sessualmente di una 16enne, alla quale forniva anche alcol e marijuana. Ma non solo: il prelato aveva anche preso a filmare i rapporti sessuali con la ragazzina, che, per di più, soffriva di problemi psicologici. Gli incontri avvenivano nella canonica o nell’alloggio del prete.

Solo nel 2018 la ragazza, ormai maggiorenne, ha trovato il coraggio di denunciare quel mostro. Avviata l’inchiesta, il parroco è stato sospeso dall’Arcidiocesi, che ha aiutato i magistrati a scoprire la verità su quell’uomo e togliendogli qualsiasi tipo di supporto, dall’alloggio alle spese legali.

Armand Garcia diventa sacerdote nel 2005. Nel pieno della crisi della chiesa statunitense, alle prese con lo scandalo della pedofilia. Per questo i sacerdoti vennero sottoposti a severe visite psicologiche, oltre a indagini sul loro passato. Ma non solo: i preti venivano obbligati a frequentare corsi per imparare ad avere un rapporto corretto con i bambini e giovani con cui sarebbero entrati in contatto.

Il passato di Armand Garcia, però, era limpido. Il sacerdote aveva superato tutti i test e frequentato i corsi: nessuno avrebbe mai immaginato che di lì a poco potesse adescare la ragazzina e abusare per anni di lei. Era l’agosto del 2014 quando il prete metteva per la prima volta le mani sul corpo indifeso dell’adolescente. Tre anni di molestie, interrotte solo nel 2017, quando lui venne spostato di parrocchia e lei trovò finalmente il coraggio di parlare, lontana da quell’uomo e dalle sue minacce.

Scattate le indagini, il prete è stato sollevato dal suo incarico. Le indagini sono andate avanti e il prete è finito in carcere. È uscito dietro cauzione, ma ora dovrà dimostrare di essere innocente di fronte ai giudici.

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