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Home » Esteri

Secondo Obama non c’è alcuna prova che la strage di Orlando sia stata compiuta dall’Isis

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Si tratterebbe di un atto di estremismo cresciuto entro i confini nazionali: Mateen si sarebbe ispirato dalla rete e non avrebbe ricevuto ordini dallo Stato islamico

Il presidente degli Stati Uniti Barak Obama lunedì 13 giugno al termine di una riunione nella Sala Ovale con l’Fbi ha dichiarato che non c’è alcuna prova evidente che Omar Mateen, il killer di Orlando avesse ricevuto ordini dall’Isis.

“Homegrown extremism”, estremismo cresciuto entro i confini nazionali: così Obama ha definito la strage di Orlando in cui sono morte 49 persone, spiegando che si è trattato di “qualcosa di simile alla strage di San Bernardino”.

A ispirare Omar Mateen, secondo il presidente degli Stati Uniti, sarebbe stata piuttosto l’informazione estremista disseminata in rete.

Le autorità americane hanno fatto sapere che prima di compiere l’attacco terroristico Matees ha chiamato il 911, il numero unico delle emergenze negli Usa, per proclamare la sua fedeltà allo Stato islamico.

Tuttavia l’esistenza di un collegamento effettivo con il sedicente Stato islamico è meno chiaro: “Sappiamo che ha giurato fedeltà all’Isis all’ultimo minuto, ma non abbiamo elementi per provare che avesse ricevuto degli ordini”.

Infine Obama è tornato ancora una volta sul problema dell’accesso troppo facile alle armi da fuoco negli Stati Uniti. La polizia, infatti, ha detto che le armi utilizzate da Mateen, che lavorava come guardia giurata, erano state legalmente acquistate in un negozio.

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