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Home » Esteri

Le novità sul caso Charlie Gard

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L'attenzione internazionale intorno al caso ha visto gli interventi oltre che del presidente degli Stati Uniti Donald Trump anche di papa Francesco oltre che dell’ospedale romano Bambin Gesù

Charlie Gard è affetto da sindrome da deplezione del Dna mitocondriale, una malattia degenerativa che colpisce i geni causando un progressivo deperimento muscolare, e di cui sono noti solo 16 casi in tutto il mondo.

Nonostante la sentenza dell’Alta corte di Londra e il fatto che la Corte europea dei diritti dell’uomo abbia rigettato il ricorso dei genitori contro il Regno Unito, Charlie Gard è ancora attaccato alle macchine dell’ospedale londinese di Great Ormond Street.

L’appello e l’offerta dell’ospedale romano Bambino Gesù di ospitare e curare il bambino inglese ha avuto nuovi sviluppi. Secondo l’agenzia di stampa Ansa infatti, la madre di Charlie Gard, Connie Yates ha contattato la struttura per verificare la possibilità di un trasferimento nel nosocomio romano.

Ma Mariella Enoc, presidente del Bambino Gesù, sostiene che l’ospedale inglese avrebbe rifiutato l’autorizzazione al trasferimento del bambino per motivi giuridici. “La Santa Sede farà il possibile per superare gli ostacoli legali che non consentono il trasferimento del piccolo Charlie Gard”, ha dichiarato il segretario di Stato Vaticano, cardinale Pietro Parolin in conferenza stampa.

Sul caso è intervenuto anche il ministro degli Esteri Angelino Alfano. “Il nostro ambasciatore ha già parlato con il management del Great Ormond Street Hospital e la risposta è stata che hanno le mani legate da due sentenze che devono rispettare”, ha dichiarato il ministro.

Infatti, i tribunali britannici hanno stabilito che è nel miglior interesse del bambino sospendere cure e trattamenti che costituirebbero un accanimento terapeutico. L’ospedale deve fornire invece cure palliative per accompagnare Charlie verso la morte.

“Domani ho un colloquio telefonico con il mio omologo Boris Johnson e ne parlerò con lui”, ha aggiunto Alfano.

L’attenzione internazionale intorno al caso aveva già visto gli interventi del presidente statunitense Donald Trump, che attraverso Twitter aveva offerto il proprio aiuto e anche di papa Francesco.

– LEGGI ANCHE: Da dottoressa cattolica vi spiego perché su Charlie medici e giudici hanno fatto la scelta giusta

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