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Norvegia, le forze armate scrivono ai cittadini: “In caso di guerra le vostre case saranno confiscate”

Immagine di copertina
Immagine d'archivio. Credit: AGF

Pronte 13.500 espropriazioni. Il generale Jernberg: "Siamo nella situazione di sicurezza più grave dalla Seconda Guerra Mondiale. La nostra società deve essere preparata"

Nei giorni scorsi circa migliaia di abitanti della Norvegia hanno ricevuto un messaggio digitale dalle forze armate nazionali in cui li si avverte che alcuni beni di loro proprietà saranno requisiti nel caso in cui il Paese fosse coinvolto in una guerra. I militari potrebbero espropriare case, veicoli, macchinari, imbarcazioni. In totale le confische sarebbero circa 13.500 e sarebbero necessarie per affrontare un conflitto.

“L’importanza di essere preparati alle crisi e alla guerra è aumentata drasticamente negli ultimi anni”, afferma in un comunicato il capo dell’Organizzazione logistica delle forze armate norvegesi, il maggiore generale Anders Jernberg: “La Norvegia si trova nella situazione di sicurezza più grave dalla Seconda Guerra Mondiale. La nostra società deve essere preparata alle crisi di sicurezza e, nel peggiore dei casi, alla guerra”.

Per ora le requisizioni programmate non avranno alcun effetto pratico: gli avvisi recapitati ai cittadini servono solo a informare i cittadini che determinati beni di loro proprietà saranno confiscati in caso di guerra.

I messaggi, notificati lo scorso 19 gennaio, sono un passaggio previsto da una legge norvegese del 1951, il Military Requisitions Act: l’obiettivo è “garantire che le forze armate possano pianificare, con tutte le risorse della società, la preparazione in caso di guerra”.

Le requisizioni sono virtualmente valide per un anno, ma possono essere prorogate. Circa due terzi delle requisizioni predisposte per il 2026 sono frutto di proroghe di anni precedenti. Secondo il generale Jernberg, questo sistema garantisce “una migliore preparazione” e riduce “l’incertezza sulla distribuzione delle risorse in tempo di guerra e di crisi”.

Il Governo norvegese ha stabilito che il 2026 sarà l’Anno della Difesa: nei prossimi dodici mesi sarà rafforzato l’intero sistema nazionale di difesa e preparazione civile. “Lo scopo dell’Anno della Difesa Totale è pianificare insieme, lavorare insieme e praticare insieme, per una Norvegia sicura”, spiega Jernberg: “Le forze di difesa, le autorità civili, le imprese, i volontari e la popolazione ci renderanno insieme meglio equipaggiati per prevenire crisi di sicurezza e guerre”.

Nelle stesse ore in cui i cittadini norvegesi si sono visti recapitare i messaggi di avviso da parte delle forze armate, il premier Jonas Gahr Støre ha ricevuto una lettera dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump: il leader della Casa Bianca sottolinea polemicamente che il Comitato norvegese non gli ha conferito il Premio Nobel per la Pace 2025 e dice di sentirsi quindi non più “in dovere di pensare esclusivamente alla pace”.

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