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Il Niger protesta contro legge finanziaria e truppe straniere nel paese

Di Laura Melissari
Pubblicato il 26 Feb. 2018 alle 09:53 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 08:38
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Immagine di copertina

In Niger si protesta contro la legge finanziaria di quest’anno, che secondo l’opposizione e i sindacati è “antisociale”. Migliaia di persone sono scese ieri in piazza nella capitale Niamey e in altre grandi città del Niger, per chiederne l’abrogazione

Nella stessa occasione i manifestanti hanno anche chiesto alle truppe internazionali di stanza nel paese africano di lasciare il Niger.

“Abbasso la legge finanziaria, abbasso le forze straniere”, “Esercito francese, americano e tedesco, andate via!”, sono alcuni degli slogan urlati dai manifestanti presenti al corteo di Niamey, convocato da una coalizione di organizzazioni della società civile nigerina.

Era la prima volta che l’opposizione e tre sindacati su dieci indivano una manifestazione collettiva.

La nuova legge finanziaria, fortemente criticata dai sindacati, ha introdotto tasse di successione e sulla casa e un aumento sulle tariffe per la fornitura di acqua ed elettricità. Anche le attività commerciali saranno sottoposte a un aumento delle imposte sui profitti.

“Abbiamo il dovere storico di continuare la lotta finché non siano soddisfatte le le nostre legittime richieste”, ha detto Nouhou Arzika, uno dei principali leader della protesta.

Arzika ha definito le truppe straniere di stanza in Niger, dove presto arriverà anche un contingente italiano, come “forze di occupazione” e ne ha chiesto l’immediato congedo.

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Proteste simili si sono svolte in diverse città come Zinder e Maradi, nel centro sud del paese, Tillaberi e Tahoua, nell’ovest e a Dosso, nel sud del Niger.

Secondo Ali Idrissa, un altro degli organizzatori della manifestazione, un altro corteo è stato convocato per l’11 marzo.

“Andremo fino in fondo”, ha detto Mariama Gamatié Bayard, capo del Fronte di opposizione indipendente (FOI), di cui 7 attivisti arrestati il 4 febbraio per una manifestazione simile sono stati rilasciati la scorsa settimana.

Il governo nigerino, dal canto suo, sostiene che le misure varate siano necessarie per far fronte alle difficoltà finanziarie che sta affrontando il paese e che c’è bisogno di più risorse per realizzare i progetti di sviluppo in cantiere.

Il Niger è uno dei paesi più poveri al mondo, nonostante possieda “significative” risorse minerarie, tra cui l’uranio.

Inoltre, il Niger è oggetto di diverse missioni militari straniere che hanno lo scopo di combattere i gruppi terroristici attivi nella regione del Sahel.

Il 17 gennaio, il parlamento italiano aveva approvato il dispiegamento della missione “di supporto nella Repubblica del Niger”, che dovrebbe iniziare a breve con il dispiegamento, a turno, di 450 soldati italiani.

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