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“Morto in un incidente in moto”, ma l’uomo torna a casa sette ore dopo il suo funerale

Immagine di copertina

Un uomo che si pensava fosse morto è tornato a casa sette ore dopo il suo funerale

La storia ha dell’incredibile, ma è accaduta davvero in un villaggio della Giava orientale, in Indonesia: un uomo di 40 anni dichiarato morto in seguito a un incidente in moto è tornato a casa sette ore dopo il funerale che era stato celebrato in suo onore.

“L’incidente c’è stato davvero, ma è stato commesso un errore”, ha detto ai media il capo della polizia di Grabagan Adj. Comr. Ali Kantha. I fatti risalgono a lunedì 7 ottobre, quando il 40enne Sunarto, di Gesikan, è stato dichiarato morto in seguito a un incidente mortale avvenuto nel distretto di Brondong, nella Giava orientale.

In quell’incidente è rimasto ucciso un motociclista che, però, non aveva con sé alcun documento di identità. Secondo quanto riferito, il corpo dell’uomo era ridotto in un pessimo stato, tanto da non permetterne il riconoscimento.

Visto che la moto risultava a nome di Sunarto, l’uomo morto nell’incidente è stato identificato come lui. A quel punto la polizia del posto ha contattato la polizia della città dell’uomo per far sì che la famiglia venisse informata della tragedia avvenuta sulle strade di Brondong.

Le autorità hanno provveduto a far arrivare il corpo senza vita dell’uomo a casa e così i familiari hanno potuto celebrare il funerale di Sunarto. “La famiglia ha lavato quel corpo e non è stata in grado di riconoscere l’identità del defunto a causa delle ferite”, ha detto ancora il capo della polizia.

Il corpo dell’uomo è stato sepolto attorno alle 15, ma sette ore dopo Sunarto si è presentato a casa nello stupore generale. Il 40enne ha riferito che la vittima era un tale Wariim, residente nel villaggio di Jarum nel distretto di Semanding.

Sunarto ha riferito di aver sentito parlare della sua morte da alcuni colleghi di lavoro. Qualche mese prima, il 40enne aveva ceduto la sua moto all’uomo, che viveva nel distretto di Brondong, dove lavorava come autista di risciò.

La polizia ha dichiarato che la famiglia di Sunarto e quella della vittima si sono incontrate e quella di Wariim ha deciso che il corpo dell’uomo continuerà a riposare nel posto in cui è stato sepolto dalla famiglia di Sunarto, chiedendo solo che la lapide riportasse il nome esatto.

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