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Morto Alexey Navalny: la malattia dell’oppositore russo

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Morto Alexey Navalny: la malattia dell’oppositore russo

L’oppositore russo, Aleksei Navalny, 47 anni, è morto nella colonia penale n. 3 dell’Okrug autonomo di Yamalo-Nenets, nell’estremo nord della Russia, a 2.000 chilometri da Mosca. Lo ha riferito il dipartimento regionale del servizio penitenziario federale.

“Il 16 febbraio di quest’anno, nella colonia correzionale n. 3, il detenuto Navalny A.A. si è sentito male dopo una passeggiata, perdendo quasi immediatamente conoscenza. Gli operatori sanitari dell’istituto sono immediatamente arrivati ​​ed è stata chiamata una squadra medica di emergenza”, si legge nel comunicato.

“Sono state eseguite tutte le misure di rianimazione necessarie, ma non hanno dato risultati positivi. I medici del pronto soccorso hanno confermato la morte del condannato. Si stanno accertando le cause della morte”, aggiunge il comunicato rilanciato dalle agenzie russe.

Navalny, che ha innescato una importante protesta antigovernativa prima di essere incarcerato nel 2021, è sopravvissuto a un tentato di omicidio tramite avvelenamento. Una volta arrestato ha trascorso gran parte della sua detenzione nella colonia penale IK-6 nella regione di Vladimir a circa 250 chilometri a est di Mosca. Ad agosto però un tribunale ha allungato la condanna a 19 anni integrando l’accusa di estremismo politico e l’ha obbligato a un carcere speciale, durissimo e pensato per delinquenti particolarmente pericolosi.

La malattia

A fine dicembre 2023, Navalny aveva fatto sapere di essere in buona salute, anche se dopo un viaggio estenuante durato venti giorni in una colonia penale sopra il Circolo Polare Artico. Nessuno sapeva dove fosse da più di due settimane. Il mistero era stato svelato dai suoi sostenitori, dopo che il suo avvocato aveva potuto incontrarlo.

Il 18 dicembre scorso, Navalny – condannato a 19 anni di carcere per “estremismo” – non era comparso in collegamento video a un’udienza in tribunale nella cittadina di Kovrov, come aveva denunciato lo staff del dissidente, alimentando i timori per le sue sorti.

Ad aprile 2023, il suo stretto collaboratore Ruslan Shaveddinov aveva dato l’allarme su una malattia sconosciuta di cui avrebbe sofferto Alexei. “Soffre di attacchi improvvisi, ha perso otto chili in due settimane”. Il sospetto, dichiaravano i suoi legali è che lo stessero avvelenando. Un procedimento a piccole dosi, con un veleno ad azione lenta, in modo da provocare un lento deterioramento del fisico.

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