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“Così ho pugnalato mio figlio di 2 anni mentre ero ubriaca”: la gelida confessione di una madre

Di Cristiana Mastronicola
Pubblicato il 21 Ago. 2019 alle 08:53 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 00:21
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Immagine di copertina
Credit: EAST2WEST NEWS

Una madre ubriaca uccide il figlio di due anni

Una madre ha ripercorso i momenti drammatici in cui, ubriaca, uccide il figlio, un bambino di due anni, dopo che lui le aveva chiesto più volte di riportalo a casa.

Il fatto è avvenuto a Kirov, a circa 800 chilometri a nord-est di Mosca. Anna Shishkina, di 29 anni, ha confessato l’omicidio del suo bambino: l’ha pugnalato otto volte mentre era ubriaca. In un video pubblicato dalla polizia russa, si vede la donna tracciare in modo gelido la ricostruzione di quei momenti terribili.

Nelle immagini la donna prende un righello e mostra come ha ferito e ucciso il suo bambino, dopo che questi aveva insistito per andare via dalla festa in cui si trovavano. La donna, vedova da qualche tempo, si trovava a casa di amici, dove voleva continuare a bere vodka con “diversi” uomini. Il suo bambino di due anni, però, era stanco di stare lì e così aveva iniziato a piangere disperato e a chiedere alla donna di tornare a casa.

“È andato verso la porta e l’ha aperta, come a dire ‘mamma, dobbiamo andare a casa’. Ma io non sono andata. Lui non mi ha ascoltata e ha aperto la porta. Così ho afferrato un coltello”, ha raccontato Shishkina

“L’ho pugnalato due o tre volte al fianco”, ha continuato la 29enne, spiegando che anche in seguito ha inferto al suo bambino altre pugnalate.

In un primo momento la polizia ha arrestato uno degli uomini che quella sera si trovavano in casa con la donna. Gli agenti non avevano creduto possibile che la donna avrebbe mai potuto uccidere il figlio.

Poi, però, la 29enne ha confessato e alcuni testimoni hanno detto che la donna “parlava con calma” con chi la stava interrogando.

Shishkina ha un figlio maggiore che era con i nonni quando il fratellino più piccolo è stato ucciso. I vicini hanno detto che Shishkina portava spesso i suoi figli alle feste con i vicini e da diverso tempo era attenzionata dai servizi sociali.

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