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La madre di Regeni “Di Maio vergognoso, andate a vedere cosa diceva su Giulio nel 2016. Chi entra nei palazzi cambia”

Paola Regeni ha commentato la posizione del ministro degli Esteri sulla presenza dell'ambasciatore italiano al Cairo a margine della presentazione de libro "Giulio fa cose" a Genova

Di Marta Vigneri
Pubblicato il 15 Feb. 2020 alle 13:28 Aggiornato il 15 Feb. 2020 alle 13:28
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Immagine di copertina

La madre di Regeni: “Di Maio vergognoso”

“Andate a vedere cosa ha detto Di Maio nel 2016 su Giulio quando era all’opposizione. Purtroppo come dicevo prima chi entra nei palazzi camminando sui tappeti non sente il suono dei propri passi e perde il contatto con la realtà, chi entra nei palazzi cambia, e questo è vergognoso”: sono le parole con cui Paola Regeni, madre di Giulio Regeni, ha commentato la presa di posizione del ministro degli Esteri Luigi Di Maio a favore della permanenza dell’ambasciatore italiano al Cairo, durante la presentazione del libro “Giulio fa cose” a Genova.

“Fa parte della serie di chi entra nei ‘palazzi’, cammina sui tappeti rossi, e cambia”, ha detto la madre del ricercatore ucciso in Egitto a febbraio del 2016.

Nel 2016 l’attuale ministro della Farnesina, quando ricopriva la carica di presidente della Camera e il M5S era all’opposizione, accusava il governo guidato da Renzi di non voler pretendere una soluzione reale all’omicidio del giovane a causa degli interessi economici dell’Italia in Egitto, che oggi invece sembra voler continuare a difendere, sacrificando la ricerca di verità.

Anche Claudio Regeni, il padre di Giulio, ha parlato dell’immobilismo della politica italiana nella risoluzione del caso a margine dell’evento a Genova.

“La resistenza della politica italiana nella ricerca di verità su Giulio la sentiamo, se è stato rimandato al Cairo l’ambasciatore è proprio perché ci sono gli interessi dell’Italia nei confronti dell’Egitto, aspetti economici, investimenti, giacimenti e turismo”, ha dichiarato Regeni.

“Si è messa da parte la verità e la giustizia, l’ambasciatore non viene richiamato, cosa che stiamo chiedendo da tempo, il Governo egiziano non sta rispondendo alla rogatoria, quindi c’è una debolezza della politica italiana che non ci aiuta”, ha commentato, plaudendo l’atteggiamento del presidente della Camera, Roberto Fico, che ha più volte mostrato la propria solidarietà nei confronti della famiglia Regeni. Di cui i genitori del ricercatore parlano anche nelle pagine del libro, scritto insieme al loro legale, Alessandra Ballerini.

Una solidarietà che, però, non basta a trovare la verità e fare giustizia su quanto accaduto a Giulio quattro anni fa.

“Ci sono delle persone che ci sono vicine, il presidente della Camera Roberto Fico ci è molto vicino e siamo molto grati a queste persone”, commenta Regeni. “Però manca il passo decisivo, il mettere davanti al Governo egiziano una posizione ferma, il nostro Governo è un po’ ballerino su da che parte stare”, ha osservato Paolo Regeni.

Intanto, sabato 15 febbraio il Tribunale di Mansura ha respinto la richiesta di scarcerazione per Patrick Zaky, lo studente dell’Università di Bologna arrestato lo scorso 8 febbraio dalle autorità egiziane con accuse di propaganda eversiva.

La famiglia Regeni si era espressa anche sulla vicenda dello studente egiziano, drammaticamente simile a quella che ha portato alla morte del figlio.

“Patrick, come Giulio, è un brillante studente internazionale e ha cuore i diritti inviolabili delle persone”, hanno scritto in una nota pubblicata tre giorni fa insieme all’avvocato Ballerini. “I governi democratici dovrebbero preservare e coltivare la crescita di questi nostri giovani impegnati e studiosi e dovrebbero tutelarne in ogni frangente l’incolumità”, hanno aggiunto.

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