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Home » Esteri

Libia, si rischia il caos economico per l’immissione sul mercato di due valute concorrenti

Immagine di copertina

Le due banche centrali del paese africano minacciano di far circolare due diverse tipologie di Dinaro libico, una in opposizione all’altra

Il caos politico della situazione libica, che vede opporsi
il governo di Tripoli riconosciuto dalle Nazioni Unite e guidato da Fayez
Sarraj e il parlamento di Tobruk fedele al generale Khalifa Belqasim Haftar, ha
portato a speculari divisioni anche in campo finanziario.

Le due banche centrali del paese africano minacciano infatti
di far circolare due diverse tipologie di Dinaro libico, una in opposizione all’altra.

La società tipografica britannica De La Rue, nota per essere
la più grande stampatrice di banconote al mondo, e utilizzata da molti stati per
le proprie valute, ha inviato al governo libico di Tripoli 70 milioni di dinari
(circa 45 milioni di euro) il mese scorso, ed è in procinto di inviarne un altro miliardo.

Allo stesso tempo Ali Salim al-Hibri, governatore di una
banca rivale libica, sostiene di aver fatto stampare banconote per un valore di 4
miliardi di dinari con l’aiuto della Russia.

Le due valute avrebbero numeri di serie, dettagli di
sicurezza e filigrane diversi, e il rischio è che il paese venga inondato da
banconote non compatibili tra loro, e che aumenti questo faccia anche aumentare la già alta inflazione.

LEGGI ANCHE: IN LIBIA NON C’È ANCORA UN VERO ACCORDO. Dal maggio del 2014 il paese sta vivendo di fatto una guerra civile, in cui due governi sono in lotta tra loro, lasciando spazio di manovra all’Isis 

— QUAL È LA POSIZIONE DELL’ITALIA SUL NUOVO GOVERNO DI SARRAJ IN LIBIA. Andando oltre l’ipotesi di un intervento militare, la posizione diplomatica italiana si basa su un approccio realista. L’analisi di Arturo Varvelli 

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