Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 18:41
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Esteri

Cosa fare con la Libia

Immagine di copertina

L'opinione di Abdul Magid Breish, presidente della Libyan Investment Authority

Il nostro Paese è tristemente assurto agli onori delle cronache a livello mondiale per una serie di ragioni tutt’altro che positive. La Libia è devastata dai conflitti che vedono contrapposte fazioni rivali che lottano per ottenere il controllo del territorio.

Gli estremisti sono riusciti a insediarsi all’interno dei nostri confini. I trafficanti di persone che operano nelle nostre coste stanno alimentando la crisi dei migranti in Europa e sono responsabili della morte di migliaia di uomini, donne e bambini nel Mediterraneo.

Pertanto, i negoziati condotti sotto l’egida delle Nazioni Unite per la costituzione di un governo di unità nazionale per la Libia sono importanti non soltanto per il nostro Paese e per i nostri cittadini, ma per l’intera regione.

Nonostante tutte le scissioni e le turbolenze degli ultimi anni, rimane ancora un barlume di speranza. È forte il desiderio di pace e di stabilità espresso dal popolo libico.

Come riconosciuto dalla comunità internazionale, tale desiderio è evidente non soltanto nell’impegno dei soggetti coinvolti nei negoziati per trovare una soluzione, ma anche nelle iniziative di pace a livello locale che hanno concordato il cessate il fuoco e hanno reso possibile il rientro degli sfollati a causa del conflitto.

Se sarà possibile trovare la volontà politica ai vertici, la Libia potrà contare inoltre sul considerevole vantaggio di possedere le risorse finanziarie e naturali necessarie per forgiare un Paese pacifico e prospero per tutti i suoi cittadini. Vorrei sottolineare che queste risorse sono sostanzialmente sotto il controllo delle istituzioni indipendenti del Paese.

La Banca Centrale mantiene il controllo delle consistenti riserve di liquidità, oro e valuta estera del nostro Paese. I più recenti dati ufficiali indicano che, a inizio del 2015, le riserve di valuta estera della sola Banca ammontavano a 76 miliardi di dollari. Le riserve petrolifere della Libia, le più vaste dell’Africa e le none a livello mondiale, sono gestite dalla National Oil Corporation.

La Libyan Investment Authority vigila su attività finanziarie per un valore di 67 miliardi di dollari, ricavati dagli introiti generati in passato dal petrolio e dal gas. Tali risorse costituiscono le fondamenta per un nuovo futuro del nostro Paese.

Come riconosciuto dalla comunità internazionale, non appartengono ad alcuna fazione, ma a tutto il popolo libico. Questo mese, in un comunicato congiunto, Stati Uniti, Unione Europea, Russia e Cina hanno insistito sull’importanza di preservare le ricchezze naturali e le risorse nazionali del Paese e sulla prevenzione del loro utilizzo nei conflitti di natura politica.

A questo fine e per il futuro del Paese, i governi hanno sottolineato congiuntamente l’importanza cruciale della “costante indipendenza e integrità delle istituzioni sovrane in ambito economico e di vigilanza”.

Ciò pone una pesante responsabilità su coloro che tra di noi sono a capo di tali istituzioni, una responsabilità che intendiamo assumerci con determinazione e tenacia.

Nonostante le molteplici difficoltà e sfide a cui dobbiamo far fronte, abbiamo l’obbligo di continuare ad avvalerci delle competenze e delle esperienze di cui dispongono le nostre organizzazioni per gestire le risorse sotto il nostro controllo a vantaggio dell’intero popolo libico.

Il mondo è costellato di fin troppi esempi in cui il venir meno della ricchezza nazionale di un Paese ha vanificato gli sforzi di ricostruzione una volta ripristinata l’unità nazionale.

La Libia non deve diventare un altro capitolo di questa tragica e triste storia. Come riconosciuto dalla comunità internazionale, finora le istituzioni nazionali libiche si sono assunte le proprie responsabilità nell’interesse nazionale.

Si prospettano tuttavia giorni difficili. Mentre i negoziati continuano l’iter di costituzione di un solido governo di Accordo Nazionale, si osserva un aumento degli attacchi alla nostra indipendenza nonché dei tentativi di dirottare tali risorse nazionali per metterle a disposizione di determinate fazioni.

Tali attacchi e tali tentativi devono essere contrastati per il bene del Paese. È pertanto fondamentale che tutte le parti che partecipano ai negoziati di pace si impegnino per preservare l’indipendenza della Banca Centrale, della National Oil Corporation e della Libyan Investment Authority.

Ciò deve essere supportato dalla garanzia che, come previsto nel comunicato internazionale, le nostre istituzioni non siano trascinate in “alcun conflitto politico”.

Tali impegni devono essere garantiti non soltanto dalle fazioni politiche libiche, ma anche dai partner del Paese, siano essi governi o società private.

Grazie a tali garanzie, la Libia disporrà di tutte le risorse necessarie per ricostruire la nostra economia e la nostra società tanto gravemente danneggiate.

In caso contrario, il Paese dovrà far fronte alla rovina economica e i nostri cittadini, così a lungo provati, a un futuro profondamente travagliato. Non possiamo sprecare questa opportunità.

*Abdul Magid Breish è il presidente della Libyan Investment Authority 

Ti potrebbe interessare
Esteri / “Cristiano Ronaldo è scappato dall’Arabia dopo l’attacco iraniano”: il suo jet privato ha raggiunto la Spagna
Esteri / Gli americani bocciano Trump: solo un cittadino Usa su quattro approva l’attacco all’Iran
Esteri / Dietro le quinte: ecco come è stato pianificato il raid aereo di Usa e Israele che ha ucciso Ali Khamenei in Iran
Ti potrebbe interessare
Esteri / “Cristiano Ronaldo è scappato dall’Arabia dopo l’attacco iraniano”: il suo jet privato ha raggiunto la Spagna
Esteri / Gli americani bocciano Trump: solo un cittadino Usa su quattro approva l’attacco all’Iran
Esteri / Dietro le quinte: ecco come è stato pianificato il raid aereo di Usa e Israele che ha ucciso Ali Khamenei in Iran
Esteri / Missili, droni e autonomia tattica: dentro la strategia di rappresaglia dell'Iran contro Usa, Israele e i loro alleati
Esteri / Macron rafforza il nucleare francese e allarga l’ombrello a 8 Paesi europei: l’Italia rifiuta
Esteri / Nuovi raid sull'Iran: "Colpita l'assemblea che stava eleggendo il successore di Khamenei". L'esercito di Israele entra in Libano: chiude l'ambasciata Usa a Beirut. Trump: "Abbiamo abbastanza armi per combattere per sempre". Teheran avverte gli europei: "Non unitevi alla guerra". Netanyahu minaccia: “Intensificheremo i raid”. Cina: "Fermatevi prima che conflitto diventi incontrollabile". Gaza: chiusi i valichi da inizio ostilità
Esteri / La guerra ora si allarga: raid sull’Iran e sul Libano, esplosioni a Dubai e Doha. Grossi (Aiea): “Situazione preoccupante, rischio radiazioni”. Tre jet Usa colpiti da fuoco amico per errore. Trump: “Stiamo massacrando Tehran, presto arriverà grande ondata”
Esteri / Trump: “La nuova leadership dell'Iran è pronta al dialogo e anch’io”. Teheran: “Disposti a seri sforzi per la de-escalation”. Continuano gli attacchi aerei sull'Iran, che contrattacca: uccisi 3 soldati statunitensi, 9 morti in Israele, 3 negli Emirati Arabi e 1 in Kuwait. Proteste anti-Usa in Pakistan: 10 vittime a Karachi. Crosetto torna in Italia con un volo militare
Esteri / Stati Uniti e Israele attaccano l’Iran. L’annuncio di Trump: “Khamenei è morto”. Teheran attacca le basi Usa nella regione
Esteri / Il Pakistan dichiara “guerra aperta” ai talebani in Afghanistan