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Leila Janah, l’imprenditrice che dava lavoro ai poveri, è morta a soli 37 anni

Conosciuta come l'imprenditrice dei poveri, Leila Janah con le sue due aziende ha dato lavoro a più di 11mila persone tra India e Africa. Il suo obiettivo è sempre stato quello di aiutare gli indigenti non soltanto con aiuti materiali, ma offrendo loro opportunità lavorative

Di Clarissa Valia
Pubblicato il 3 Feb. 2020 alle 12:40 Aggiornato il 8 Feb. 2020 alle 12:53
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Immagine di copertina
Leila Janah

Leila Janah muore a soli 37 anni, era l'”imprenditrice dei poveri”

Leila Janah è morta a soli 37 anni. Conosciuta in tutto il mondo come l'”imprenditrice dei poveri“, Janah con le sue due aziende ha dato lavoro a più di 11mila persone tra India e Africa. Il suo obiettivo è sempre stato quello di aiutare gli indigenti non con aiuti materiali, ma offrendo loro opportunità lavorative.

La giovane imprenditrice, figlia di immigrati indiani, era fervidamente convinta che fosse il lavoro, e non solo gli aiuti in cibo, a offrire la migliore via di fuga dalla povertà. “Il nostro obiettivo – scriveva Leila Janah nel 2018 – è indicare una nuova strada per gli affari, che preveda un senso di giustizia verso chi è povero, e non il raggiungimento del massimo profitto”.

Leila Janah è morta il 24 gennaio a Manhattan. Stava lottando contro un raro tumore ai tessuti molli, il sarcoma epitelioide.

Con le sue due aziende Leila ha inserito le persone povere in un sistema industriale che va dalla produzione di cosmetici a quella di dati utili per i colossi americani Google, Facebook, Microsoft, Getty Images e Walmart.

Nel 2008 ha fondato in Kenya Samasource (dal sanscrito “Sama” che vuol dire “eguale”, ndr) con l’obiettivo di offrire una vita migliore a coloro che vivono al di sotto della soglia di povertà. L’azienda dà lavoro a oltre 2.900 persone in Kenya, Uganda e India.

L’azienda lavora nel campo digitale e fornisce consulenze, dati, progetti e strumenti poi utilizzati nei campi più vari, dai videogiochi alla meccanica per auto.

Tra le imprese sviluppate da Leila Janah LXMI, una linea di cosmetici di lusso, ha la stessa missione di Samasource, l’altra azienda che si occupa di dati per le imprese digitali: assumere persone emarginate e dare loro un salario decente.

Fondata nel 2015, LXMI impiega centinaia di donne povere lungo la valle del Nilo, in gran parte in Uganda, per raccogliere le noci Nilotica e trasformarle in un burro che viene esportato negli Stati Uniti per essere utilizzato nella produzione dei prodotti per la cura della pelle.

L’idea di fondare LXMI le è venuta durante una visita in Benin, nell’Africa occidentale, dove ha visto la gente del posto coltivare noci di karité, da cui viene estratto il burro.

Con le due aziende Samasource e Lxmi, i dipendenti hanno superato quota 11 mila, la metà dei quali sono donne.

Leila Janah con il marito Tassilo Festetics

Leila Chirayath è nata il 9 ottobre 1982 a Lewiston, New York, vicino alle Cascate del Niagara. Suo padre, Sahadev Chirayath, è un ingegnere; sua madre, Martine Janah, ha svolto diversi lavori, tra cui tagliare le cipolle nei ristoranti della catena Wendy’s, dopo essere immigrata negli Stati Uniti. Leila ha iniziato a usare il cognome di sua madre circa 10 anni fa. È cresciuta in un sobborgo povero di Los Angeles.

Il desiderio di Leila di aiutare a migliorare il mondo è iniziato quando frequentava le scuole medie e si è unita all’ American Civil Liberties Union, una ong che si occupa di difendere i diritti civili e le libertà individuali.

Durante il liceo ha preso parte a un programma internazionale di scambio per insegnare ai bambini non vedenti nella zona rurale del Ghana. Lì ha imparato il sistema di lettura in Braille.

“Quell’esperienza mi ha aiutato a capire quanto la povertà è in grado di opprimere le persone”, ha raccontato Janah in un’intervista.

Dopo essersi laureata ad Harvard nel 2004, Janah ha lavorato per Katzenbach Partners, una società di consulenza a New York. Successivamente è stata la direttrice fondatrice di Incentives for Global Health e ha lavorato per il gruppo di ricerca sullo sviluppo della Banca mondiale.

Leila Janah è morta a soli 37 anni in ospedale, ha lasciato il marito Tassilo Festetics.

Leila Janah insieme al marito

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