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Home » Esteri

“L’Occidente ha raggiunto punto di non ritorno”: le minacce di Lavrov a Usa e Ue

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“La politica di Washington e dei suoi alleati europei per trasformare l’Ucraina in un in una roccaforte anti-russa ha raggiunto il punto di non ritorno”: mostra segni di insofferenza il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov, in un discorso alla Duma citato dall’agenzia di stampa governativa Tass.

Secondo il braccio destro di Vladimir Putin l’Occidente vorrebbe “trasformare la Russia in uno stato canaglia”, ma non sarebbe riuscito a “isolarli”, anzi attualmente il Cremlino starebbe “rafforzando i legami con la Cina”.

“I tentativi di isolare la Russia sono falliti e anche i nostri nemici devono ammetterlo”, ha aggiunto l’esponente di governo, che ha anche ricordato come Mosca stia adottando una politica estera “finalizzata al rafforzamento della difesa degli interessi nazionali, ma anche della cooperazione internazionale”.

Tutto questo nonostante “gli Stati Uniti e i loro alleati” stiano “conducendo contro di noi una guerra ibrida che è stata preparata per molti anni”. Tensioni il cui scopo “non è solo sconfiggere la Russia sul campo di battaglia, distruggendo la nostra economia, ma anche circondarci di un cordone sanitario, trasformandolo in una specie di Paese emarginato”.

Proprio oggi la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen aveva annunciato nel suo intervento al Parlamento il decimo pacchetto di sanzioni economiche nei confronti della Russia, contenente “nuovi divieti commerciali e controlli sulle esportazioni di tecnologia”, per un giro d’affari congelato da 11 miliardi di euro.

“Proponiamo – ha spiegato – restrizioni all’esportazione su più componenti elettronici utilizzati nei sistemi armati russi, come droni, missili, elicotteri”.

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