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Israele, Netanyahu chiede l’immunità parlamentare

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Il premier israeliano è incriminato per corruzione e frode

Israele, Netanyahu chiede l’immunità parlamentare

Ad un mese dalla incriminazione per corruzione, frode ed abuso di ufficio, il premier israeliano Benyamin Netanyahu ha deciso oggi, 1 gennaio 2020, di avvalersi della immunità parlamentare. “Mi accingo a rivolgermi al presidente della Knesset Yoel Edelstein – ha detto in un discorso trasmesso in diretta dalle reti televisive locali – per avvalermi del mio diritto, che è anche il mio dovere e la mia missione, per restare al servizio dei cittadini di Israele”.

Intanto l’Israele si prepara alle terze elezioni in un anno, dopo che in più occasioni i partiti non hanno trovato un’intesa per formare un governo che avesse l’appoggio della maggioranza parlamentare. La tornata elettorale è stata fissata per il 2 marzo 2020, per eleggere i 120 membri della Knesset, il parlamento israeliano.

“La legge sulla immunità – ha affermato Netanyahu – è stata intesa per proteggere i rappresentanti del popolo da indagini pretestuose, da incriminazioni di carattere politico il cui scopo è di andare contro il volere del popolo. La legge intende garantire ai rappresentanti del popolo di poter agire per il popolo secondo la sua volontà”. Il premier ha quindi lamentato che nei suoi confronti ci sia stata “una applicazione selettiva” della legge, accompagnata da “fughe di notizie continue e tendenziose, e da un lavaggio collettivo del cervello per creare una sorta di tribunale da campo”.

Netanyahu ha quindi osservato che l’immunità, se gli sarà concessa, avrà comunque un carattere temporaneo. Dopo egli intende dunque presentarsi in tribunale “per fare a pezzi” tutte le accuse nei suoi confronti. Immediata la reazione dei principali rivali politici. Sia Benny Gantz, leader del partito centrista Blu Bianco, che Israel Beitenu del partito nazionalista hanno detto che faranno tutto il possibile alla Knesset per impedire che a Netanyahu sia concessa l’immunità.

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