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Home » Esteri

Guerra di Israele contro Hamas e Hezbollah, le ultime notizie dal Medio Oriente. Assad: “È stata Mosca a chiedermi di lasciare la Siria. Il Paese in mano ai terroristi”. Hamas: “L’accordo per la tregua a Gaza più vicino” | DIRETTA

Immagine di copertina
Credit: Hadi Daoud apaimages/SIPA/AGF

Diretta live della guerra di Israele contro Hamas e Hezbollah oggi, lunedì 16 dicembre

Di seguito le ultime notizie di oggi, lunedì 16 dicembre 2024, sulla guerra tra Israele e Hamas a Gaza, contro Hezbollah in Libano, gli Houthi in Yemen e la crisi in corso con l’Iran in Medio Oriente.

DIRETTA

Ore 16,00 – Iran riaprirà la sua ambasciata a Damasco – Le autorità di Teheran hanno annunciato che riapriranno “presto” la loro ambasciata a Damasco dopo aver ricevuto “garanzie di sicurezza” da parte delle nuove autorità siriane. “Se Dio vuole, l’ambasciata riprenderà presto le sue attività”, ha dichiarato l’ambasciatore iraniano a Damasco, Hosein Akbari, citato da Press Tv. Dopo la deposizione del regime di Bashar al-Assad, le autorità iraniane hanno trasferito a Beirut il personale della ambasciata “per un periodo di due o tre giorni” come “garanzia di sicurezza” dopo che la sede diplomatica era stata attaccata da jihadisti e ribelli. Akbari ha sottolineato che le nuove autorità “hanno garantito la sicurezza” dell’edificio e del persone.

Ore 15,00 – Il testo attribuito ad Assad: Mosca ha voluto l’evacuazione verso la Russia – Il messaggio attribuito ad Assad e datato Mosca è accompagnato da un testo che dice che diversi media internazionali si sono rifiutati di pubblicarlo. Nel messaggio si dice che l’8 dicembre è stata Mosca a richiedere che “venisse immediatamente organizzata una evacuazione verso la Russia”.

Ore 14,30 – Il messaggio pubblicato a firma Assad: la Siria è in mano ai terroristi – La Siria è “ormai nelle mani dei terroristi” e Bashar Assad non ha avuto intenzione di lasciare il Paese fino alla mattina dell’8 dicembre. Lo ha rivelato lo stesso ex presidente siriano stando a un messaggio pubblicato sui social dell’ufficio presidenziale. “Non ho lasciato la mia patria in modo pianificato, come cercano di far credere. E non l’ho lasciata nelle ultime ore della battaglia, sono rimasto a Damasco, adempiendo ai miei doveri fino all’8 dicembre”.

Ore 13,10 – Katz: “Siamo più vicini che mai a un accordo sugli ostaggi” – Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha commentato le notizie di progressi nei negoziati con Hamas durante un’audizione della commissione Affari esteri e Difesa. “Siamo più vicini che mai ad un accordo sugli ostaggi dopo quello precedente”, ha dichiarato come riporta Haartez.

Ore 13,00 – Hamas: “L’accordo per la tregua a Gaza più vicino, ma Netanyahu non lo ostacoli” – ”Siamo più vicini che mai a raggiungere un accordo per il cessate il fuoco e lo scambio di prigionieri”, sempre che il primo ministro israeliano Benjamin ”Netanyahu non ostacoli l’accordo”. Lo ha dichiarato un leader di Hamas a condizione di anonimato al giornale saudita ‘Asharq News’. La fonte ha spiegato che Hamas ha presentato una proposta di accordo mostrando una ”grande flessibilità” per arrivare a una ”fine graduale della guerra e a un ritiro graduale delle forze israeliane in base a una tempistica condivisa e alle garanzie dei mediatori internazionali”.

Ore 11,00 – Gaza, i morti palestinesi sono più di 45 mila – È salito ad almeno 45.028 morti e 106.962 feriti nella Striscia di Gaza il bilancio delle vittime palestinesi dal 7 ottobre 2023. Lo ha riferito il ministero della Sanità di Gaza, aggiungendo che il bilancio delle ultime 24 ore è di 52 morti e 203 feriti. Il ministero della Sanità di Gaza non distingue fra civili e combattenti nel suo conteggio, ma ha affermato che più della metà delle vittime sono donne e bambini. L’esercito israeliano afferma di aver ucciso più di 17mila militanti. Il ministero della Salute ha sottolineato che il bilancio reale è più alto degli oltre 45mila morti riferiti perché migliaia di corpi sono ancora sepolti sotto le macerie o in aree non accessibili ai medici.

Ore 10,00 – Siria, Tajani: speriamo segnali positivi diventino concreti – “Domani si svolgerà una riunione dei ministri degli Esteri del Quintetto per valutare cosa fare in Siria. Ci auguriamo che primi segnali positivi si trasformino in concreti segnali positivi”. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, nel suo intervento alla sessione inaugurale della Conferenza delle ambasciatrici e degli ambasciatori alla Farnesina.

Ore 9,00 – Kallas: oggi una delegazione della Ue a Damasco per parlare con la nuova leadership – L’alta rappresentante per la politica estera della Ue, Kaja Kallas, ha annunciato che un inviato dell’Unione sarà oggi a Damasco per parlare con la nuova leadership della Siria. “Un nostro alto diplomatico in Siria oggi sarà a Damasco, avremo di contatti lì”, ha detto parlando ai giornalisti prima di una riunione con i ministri degli Esteri dell’Unione.

Ore 7,00 – Wafa, almeno 20 morti in bombardamento scuola a Khan Younis – Tra le vittime anche dei bambini Le forze armate israeliane hanno bombardato una scuola nel sud di Khan Younis, uccidendo almeno 20 persone. Lo riferisce l’agenzia di stampa palestinese Wafa, precisando che tra le vittime ci sono anche dei bambini e che ci sono molti rimasti feriti. La scuola è gestita dall’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi (Unrwa) e si trova vicino al complesso medico Nasser.

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