Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 19:58
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Esteri

La corte suprema israeliana ha bocciato la riforma della giustizia di Netanyahu

Immagine di copertina
Credit: AGF
La Corte Suprema israeliano ha bocciato la controversa riforma della giustizia proposta dal premier Benjamin Netanyahu. La proposta di legge era vista negativamente da una parte consistente dell’opinione pubblica e da molti osservatori, e aveva innescato grandi proteste di piazza passate in secondo piano dopo gli attacchi terroristici del 7 ottobre e l’inizio della guerra a Gaza.
Nello specifico, la Corte Suprema ha cancellato la cosiddetta “clausola di ragionevolezza”, ovvero l’articolo che avrebbe tolto alla giustizia il potere di pronunciarsi sulla “ragionevolezza” dei provvedimenti deliberati dal governo e dalla Knesset.
La riforma della giustizia era uno dei punti di maggior rilievo del programma del governo di Netanyahu, insediatosi alla fine del 2022.  Tale riforma avrebbe ridotto molti dei poteri della Corte Suprema e dato al governo maggiori poteri nella nomina dei suoi giudici. Nell’ottica del governo la misura avrebbe riequilibrato le istituzioni, ma per gli oppositori avrebbe invece cancellato contrappesi tra l’esecutivo e il potere giudiziario, la cui indipendenza sarebbe risultata ridotta.
La decisione della Corte suprema si abbatte come una tegola sul governo di Netanyahu, già in forte calo nei sondaggi non solo per la riforma, ma anche per la conduzione della guerra a Gaza, con molti israeliani preoccupati per la mancata prevenzione degli attacchi del 7 ottobre e per le incognite sulla sorte degli ostaggi nelle mani di Hamas, dopo l’interruzione delle trattative per la loro liberazione con il gruppo terrorista.
Ti potrebbe interessare
Esteri / Un’attrice, un’attivista curda e la vedova di un jihadista: ecco chi siede nel nuovo Parlamento provvisorio in Siria
Esteri / Gruppo FS, ordinati 19 treni AV per rafforzare la crescita in Francia e tra Parigi e Londra
Esteri / L’ultimatum della Spagna all’Italia: “Basta controlli ai confini entro 48 ore o adotteremo contromisure”
Ti potrebbe interessare
Esteri / Un’attrice, un’attivista curda e la vedova di un jihadista: ecco chi siede nel nuovo Parlamento provvisorio in Siria
Esteri / Gruppo FS, ordinati 19 treni AV per rafforzare la crescita in Francia e tra Parigi e Londra
Esteri / L’ultimatum della Spagna all’Italia: “Basta controlli ai confini entro 48 ore o adotteremo contromisure”
Esteri / Usa: un giudice del New Mexico ordina a Meta di versare 567 milioni di dollari in un fondo per la salute mentale infantile
Esteri / Quando lo Stato interviene contro le nuove "solitudini": la strategia nazionale di Madrid
Esteri / La geopolitica del contrasto alla solitudine
Esteri / Il Patto di Gedda: Arabia Saudita, Pakistan e Turchia firmano un accordo di mutua difesa
Ambiente / È uscito il nuovo numero di The Post Internazionale. Da oggi potete acquistare la copia digitale
Esteri / Conclusi a Roma i colloqui tra Israele e Libano mediati dagli Usa. Ma Tel Aviv non ferma i raid
Esteri / Chi è Abdul El-Sayed, il medico pro-Palestina che ha vinto le primarie democratiche in Michigan