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Home » Esteri

Iran-Usa, conclusi i primi colloqui sul nucleare in Oman: Teheran annuncia “risultati positivi”

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Il ministro degli Esteri dell’Iran, Abbas Araghchi. Credit: ZUMAPRESS.com / AGF

Il prossimo ciclo di incontri è previsto a giorni ma non è ancora stata resa nota né la data né il luogo del vertice

Il primo round di negoziati tra i rappresentanti degli Stati Uniti e della Repubblica islamica sul programma nucleare dell’Iran si sono conclusi oggi a Muscat, capitale dell’Oman, con il ministro degli Esteri di Teheran, Abbas Araghchi, che ha definito l’esito “positivo” e annunciato la continuazione dei colloqui, senza però fornire né una data né una località per il prossimo incontro con gli inviati della Casa bianca, Steve Witkoff e Jared Kushner.
“Le parti hanno concordato di proseguire i negoziati”, ha dichiarato Araghchi alla stampa presente al termine degli incontri nella capitale omanita. Il ministro ha precisato che l’orario e il luogo esatti del prossimo round devono ancora essere decisi ma, secondo quanto riferisce il portale statunitense Axios citando una fonte anonima vicina ai colloqui, un nuovo incontro si terrà già nei prossimi giorni.

La formula dei colloqui indiretti
La giornata ha previsto due round di colloqui: il primo, avvenuto questa mattina, è durato circa 90 minuti, mentre nel pomeriggio si è tenuto un secondo ciclo di incontri. Tuttavia, al contrario di quanto trapelato alla stampa prima del vertice i negoziati, mediati dal ministro degli Esteri dell’Oman Badr al-Busaidi, si sono svolti in forma indiretta.
Come confermato dal ministero degli Esteri dell’Oman in un post sui social, al-Busaidi ha incontrato separatamente prima il ministro iraniano Araghchi e poi gli inviati speciali statunitensi Witkoff e Kushner, quest’ultimo genero del presidente Usa Donald Trump. “Le consultazioni si sono concentrate sulla creazione di condizioni adeguate per la ripresa dei negoziati diplomatici e tecnici, sottolineandone l’importanza, alla luce della volontà delle parti di far loro avere successo per raggiungere una sicurezza e una stabilità sostenibili”, ha fatto sapere il ministero omanita.
In questa occasione, si legge nella nota diramata da Muscat, al-Busaidi, “ha ribadito l’impegno dell’Oman a continuare a sostenere il dialogo e il riavvicinamento tra le parti e a collaborare con vari partner per raggiungere soluzioni politiche consensuali che soddisfino gli obiettivi e le aspirazioni desiderati, esprimendo il suo profondo apprezzamento per gli sforzi dei paesi della regione che sostengono questi colloqui”. “È stato utile chiarire il pensiero sia iraniano che americano e individuare aree di possibile progresso”, ha fatto sapere il ministro omanita. “Puntiamo a riunirci nuovamente a tempo debito, e i risultati saranno attentamente valutati a Teheran e Washington”.

Reazioni a caldo
Al momento non risultano commenti da parte statunitense. Entrambe le parti, ha fatto sapere all’agenzia di stampa ufficiale iraniana Irna il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghaei, prenderanno una decisione sul prossimo round di colloqui dopo aver consultato i rispettivi governi.
Da parte sua invece, il ministro degli Esteri iraniano Araghchi ha sottolineato che le parti stanno lavorando per costruire una fiducia reciproca. “Se questa tendenza continuerà, sarà possibile individuare un quadro più chiaro per i negoziati”, ha spiegato alla stampa riunita a Muscat. I colloqui, ha poi dichiarato Araghchi, si sono concentrati “esclusivamente” sulla questione nucleare, mentre non sono stati “discussi altri argomenti con gli americani”.
Poco prima dell’inizio dei colloqui però, lo stesso Araghchi aveva lanciato un avvertimento agli Stati Uniti, affermando che Teheran era pronta a difendersi da “richieste eccessive o avventurismi” da parte di Washington. Incontrando il suo collega omanita, il ministro iraniano aveva assicurato che la Repubblica islamica avrebbe adottato “un approccio diplomatico per tutelare gli interessi nazionali dell’Iran”.

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