Un tempo gulag nella Russia siberiana, in questa cittadina è appena arrivato internet: e gli abitanti scoprono un mondo nuovo

Nel racconto del New York Times, la storia della cittadina della tundra, che si confronta con problemi e privilegi della connessione col mondo

Di Valeria Sforzini
Pubblicato il 24 Ott. 2019 alle 09:37 Aggiornato il 24 Ott. 2019 alle 11:50
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Immagine di copertina
credits: google street view

Noril’sk, l’ex gulag della Russia siberiana, internet è arrivato solo due anni fa: ora i cittadini si confrontano con un mondo nuovo

In pochi sapranno dove si trova Noril’sk, una cittadina sperduta nella tundra della Russia siberiana ma, da due anni a questa parte, anche uno degli ultimi angoli di mondo esclusi dal “world wide web” è stato raggiunto da internet.

L’unico mezzo per arrivarci è l’aereo: quattro ore di volo da Mosca per giungere in una località in cui l’inverno dura nove mesi all’anno. Noril’sk è nata sotto la peggiore stella: nel 1935 è stata fondata come Gulag. Un campo di lavoro chiamato Norillag, poi chiuso nel 1956 dove il buio e la notte durano 45 giorni all’anno.

Le case? Scordatevi l’opulenza dorata tipica di Madre Russia. Qui, nell’estremo nord, le abitazioni sono palafitte costruite in modo tale da poter essere stabili sullo strato di permafrost (il ghiaccio perenne) che ricopre il terreno, e le porte sono rialzate di diversi centimetri da terra, in modo da non restare bloccate dalla neve che resiste anche in estate. Non per niente, stando all’agenzia per lo sviluppo locale, e come riporta il sito Russia Beyond, Noril’sk conta circa 200 turisti all’anno. Senza dimenticare che si tratta di una delle città più inquinate al mondo, a causa dell’impianto industriale NorNickel.

Fino a poco tempo fa, nella cittadina russa di Noril’sk, internet era così lento che era quasi impossibile caricare una fotografia sui social network. Per non parlare di vedere un video su YouTube, o un film in streaming. Prima dell’avvento della fibra, gli abitanti di questo remoto angolo di Siberia portavano con sé diversi hard disk quando partivano per un viaggio all’estero, per tornare con i dispositivi carichi di film da rivedere nel lungo inverno. Poi, dopo l’arrivo della linea, molte cose sono cambiate

“In questo modo, Noril’sk è diventato un vetrino da microscopio sul quale osservare il lento ma radicale cambiamento in atto e che si sta spingendo ancora più a fondo nell’hinterland russo”. Internet, relativamente poco censurato, sta prendendo il posto della tv di stato controllata dal Cremlino. “Ci dicevano che la nostra vita era perfetta”, o ancora: “Quindi ci sbagliavamo sull’Occidente che marcisce”. Le parole degli abitanti della cittadina sembrano quelle di chi si affaccia per la prima volta al mondo.

Prima i giocatori di videogame online dovevano agire con delle mosse che gli permettessero di gestire i ritardi dovuti alla lentezza di internet. Come scrive il New York Times, tra gli abitanti c’è anche Leonid Pryadko, un ex minatore appassionato di fotografia che commissionava ad amici e a parenti di portargli dall’estero i filmati con le lezioni registrate di fotografia. L’obiettivo? Condividerli con la città, anche se in realtà, non è mai riuscito a portare a compimento le sue intenzioni per non sprecare troppi preziosissimi megabyte.

Il grande cambiamento è avvenuto nel  2017, precisamente il 22 settembre, quando l’industria locale NorNickel ha installato la fibra dopo un anno di lavori e di scavi attraverso il ghiaccio della tundra.

Per prima c’è stata l’euforia, seguita dall’ingordigia: il provider siberiano che ha coperto la zona ha segnalato che nel giro di due anni, gli abitanti della cittadina sono riusciti a consumare un quantitativo di byte che normalmente vengono usati nel doppio del tempo.

Poi è arrivata la doccia gelata. Gli abitanti di Noril’sk si sono resi conto che il mondo fuori dal loro piccolo universo incastonato nel ghiaccio perenne era ben diverso da come veniva loro raccontato in tv. Le persone hanno iniziato a trovare online notizie reali, condivise da account non controllate. La testata americana riporta infatti che molte delle informazioni di rivolte o contro il governo venivano trasmesse in segreto da un account che di norma pubblicava foto di cuccioli. Così sono venuti a conoscenza dei video diffusi online dall’oppositore del governo, Navalny e di altri critici della politica di Putin, nonostante gli sforzi del capo di stato di censurarli e di nasconderli alla vista del pubblico. “Per lo meno la tv ci diceva che era tutto meraviglioso”, commenta una delle nuove influenze locali.

Nonostante l’accesso alle informazioni permetta alle persone di formare una propria opinione critica, in realtà le notizie online fanno sì che i cittadini avanzino anche maggiori richieste al proprio governo. Il presidente del consiglio cittadino di Noril’sk, Aleksandr Pestryakov, appartenente al partito di Putin però ha dichiarato che un migliore accesso a internet ha fatto sì che le persone fossero più coinvolte dalla loro vita online che dal prendere parte a quella pubblica e politica.

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