Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 18:16
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Esteri

I conti su Charlie Hebdo non tornano

Immagine di copertina

L'opinione di Giorgio Ferrari

Ci sono troppe ombre attorno alla strage nella sede di Charlie Hebdo.

Troppe incongruenze, troppe zone grigie e il sospetto ingeneroso che quella caccia all’uomo per le strade della banlieue, quel susseguirsi di operazioni e di fermi, di pedinamenti e di arresti finisca per infrangersi contro un muro di gomma.

Terroristi ben addestrati che tuttavia sbagliano indirizzo, che dimenticano la carta d’identità, che commettono errori tattici ma che manovrano con competenza militare.

Non amo le dietrologie, ma se dovessi fare un paragone direi che più che l’11 settembre dell’Europa l’attacco terroristico di mercoledì mi appare come somigliante alla strage di Piazza Fontana.

Mi spiego: nel primo attentato lo schema è lineare, al-Qaeda, Mohammed Atta e i suoi compagni, le Twin Towers, il Pentagono e la Casa Bianca come bersaglio, con una logica elementare quanto efficace sui simboli della tracotanza e della potenza militare e politica degli Stati Uniti.

Lo schema di Parigi invece assomiglia a una cipolla: dietro ogni strato ce n’è un altro, dietro un possibile manovratore ce n’è un altro, dietro un beneficiario politico un altro beneficiario ancora.

È sensazione, un sospetto, niente di più, che vorrei scacciare dalla mente, ma che purtroppo permane. Un beneficiario certo (ancorché senza alcuna, ripeto: alcuna responsabilità diretta o indiretta) è certamente il Front National di Marine Le Pen, ma non è il solo.

Non vi è dubbio che gli esecutori siano riconducibili al jihadismo più radicale ed è verosimile che i due fratelli ricercati siano i responsabili diretti della strage. Ma qualche ombra rimane. Insieme al dubbio che si potrà mai fare piena luce.

*Giorgio Ferrari è inviato speciale, autore di saggi storici e reportage di guerra. Oggi era a Parigi

Ti potrebbe interessare
Esteri / Vance consiglia a Papa Leone di essere "molto cauto quando parla di questioni di teologia"
Esteri / L’Italia ha sospeso il rinnovo del memorandum d’Intesa militare con Israele
Esteri / Trump contro Meloni, Schlein: "Ferma condanna per attacco alla premier". Renzi: "Scaricata dal suo guru"
Ti potrebbe interessare
Esteri / Vance consiglia a Papa Leone di essere "molto cauto quando parla di questioni di teologia"
Esteri / L’Italia ha sospeso il rinnovo del memorandum d’Intesa militare con Israele
Esteri / Trump contro Meloni, Schlein: "Ferma condanna per attacco alla premier". Renzi: "Scaricata dal suo guru"
Esteri / Trump contro Meloni: “Scioccato dalla premier, pensavo avesse coraggio”. Poi attacca ancora il Papa: “Dovrebbe tacere sulla guerra in Iran, non capisce”
Esteri / Trump nega incredibilmente di essersi paragonato a Gesù: "Ero ritratto come medico"
Esteri / Vance attacca il Papa: "Il Vaticano dovrebbe attenersi alle questioni morali"
Esteri / Non solo il violento attacco a Papa Leone XIV: Trump si raffigura come Gesù sui social
Esteri / I colloqui falliti, l'annunciato blocco di Hormuz e il Libano in fiamme: la tregua tra Usa e Iran sempre più in bilico
Esteri / Trump attacca Papa Leone: “È un debole ed è pessimo sulla politica estera”. La replica di Prevost: “Non ho paura di lui”
Esteri / Stop ai colloqui USA-Iran a Islamabad, Vance: “Non abbiamo raggiunto un accordo”. Teheran: “Proposte irricevibili”