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Usa: il produttore Harvey Weinstein condannato per stupro e violenza sessuale

Lo statunitense è stato riconosciuto colpevole di due capi di imputazione su cinque. Assolto dall'accusa più grave, quella di "predatore sessuale seriale"

Di Niccolò Di Francesco
Pubblicato il 24 Feb. 2020 alle 17:59 Aggiornato il 25 Feb. 2020 alle 16:51
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Immagine di copertina
Credit: EPA/JASON SZENES

Il produttore Harvey Weinstein condannato per stupro e violenza sessuale

Il produttore cinematografico statunitense Harvey Weinstein è stato condannato per stupro e violenza sessuale nel processo che si è svolto a New York e che lo vedeva come unico imputato.

Weinstein è stato riconosciuto colpevole dalla giuria di due capi di imputazione su cinque: violenza sessuale di primo grado nei confronti della sua ex assistente, Miriam Haley, e di stupro di terzo grado nei confronti di un’altra.

Tuttavia, la giuria ha assolto il produttore dall’accusa più grave, quella di “predatore sessuale seriale”, che gli sarebbe potuto costare l’ergastolo.

Questa accusa non è scattata perché non è stata riconosciuta “oltre ogni ragionevole dubbio” la violenza nei confronti dell’attrice Annabella Sciorra, che ha raccontato di essere stata violentata da Weinstein negli anni Novanta.

Harvey Weinstein, inoltre, è stato dichiarato “non colpevole” dall’accusa di stupro di primo grado dell’ex aspirante attrice Jessica Mann, con la quale ha avuto una lunga relazione.

Il produttore di 67 anni ora rischia una condanna che può variare dai 5 ai 25 anni.

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Weinstein, tra i produttori più importanti di Hollywood, nel 2017 è stato accusato dal New York Times di molestie sessuali ai danni di alcune attrici.

In seguito all’inchiesta del prestigioso quotidiano, Weinstein è stato licenziato dalla società di produzione che aveva co-fondato, mentre diverse attrici di Hollywood hanno presentato denunce nei suoi confronti per abusi sessuali e stupro.

Tra le interpreti che hanno denunciato il produttore figurano anche Ashley Judd e Rose McGowan.

Le rivelazioni pubbliche degli abusi e degli stupri da parte del noto produttore cinematografico hanno dato vita al movimento femminista Me Too. In particolare, l’espressione è stata resa popolare dall’attrice Alyssa Milano, che ha incoraggiato le donne a usare l’hashtag su Twitter per “dare alle persone un’idea della grandezza del problema”.

In seguito alla nascita del Me Too, diverse star hanno ammesso di aver subito violenza sessuale, abusi, ma anche di avance molto spinte, sia da parte di Weinstein, che in altre situazioni. Tra queste, figurano Asia Argento, Jennifer Lawrence, Uma Thurman e Gwyneth Paltrow.

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