Lavrov minaccia: “Stubb e Meloni chiedono un cessate il fuoco in Ucraina per far guadagnare tempo a Kiev. Se l’Europa colpisce la Russia, sarà una guerra breve”
Durante un'intervista alla tv statale, il ministro degli Esteri di Mosca mette da parte ogni possibilità di tregua: “Azione militare e diplomazia possono svilupparsi in parallelo e simultaneamente, come già accaduto in passato. Ma non vogliamo attaccare il Vecchio continente”. Intanto Regno Unito, Germania e Ue stanziano nuovi aiuti militari per le difese aeree ucraine
Il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov ha accusato l’Europa e in particolare Finlandia e Italia, di voler solo far guadagnare tempo a Kiev con la richiesta di un cessate il fuoco in Ucraina, prospettando un conflitto breve in caso di attacco dell’Europa a Mosca.
La presa di posizione del Cremlino giunge mentre la tensione resta alta per le azioni di guerra ibrida attribuite al Cremlino, tra cui il ritrovamento di un drone esplosivo all’aeroporto di Lipsia, e mentre Regno Unito, Germania e Unione europea stanziano nuovi aiuti militari per le difese aeree di Kiev in vista dell’inverno, fornendo missili Patriot e droni. Sul piano diplomatico però, il responsabile della diplomazia di Mosca ha comunque ribadito la disponibilità a trattative parallele all’azione militare, svelando dettagli sui colloqui con gli emissari americani e aprendo a un vertice tripartito tra i presidenti di Russia, Cina e Stati Uniti, Vladimir Putin, Xi Jinping e Donald Trump.
Le minacce di Mosca all’Europa
“Alcuni, tra cui il presidente finlandese (Alexander Stubb, ndr) e il primo ministro italiano (Giorgia Meloni, ndr), stanno iniziando a parlare della necessità di un cessate il fuoco immediato (in Ucraina, ndr). Ma dietro c’è il desiderio di guadagnare tempo: tutti lo capiscono benissimo”, ha detto Lavrov in un’intervista concessa ieri al programma Grande Gioco sul primo canale della tv pubblica russa, mettendo da parte ogni possibilità di tregua pur confermando la disponibilità di Mosca al negoziato.
“Azione militare e diplomazia possono svilupparsi in parallelo e simultaneamente, come già accaduto in passato”, ha aggiunto il ministro degli Esteri russo. “Non rifiuteremo i negoziati quando sappiamo che chi li propone lo fa con l’intenzione di affrontare il problema e non di lanciare ultimatum”, ha proseguito il responsabile della diplomazia del Cremlino.
“I negoziatori americani, Steve Witkoff e Jared Kushner, stanno affrontando il problema, senza fare richieste ingiuste e impossibili. L’Europa, invece, sta facendo proprio quest’ultima cosa”, ha rimarcato Lavrov, che ha poi tenuto a ricordare le parole del presidente russo, dopo le recenti accuse provenienti dalla Germania e da altri Paesi europei contro Mosca. “Vladimir Putin ha detto, e lo ha ripetuto più volte: ‘Non abbiamo alcuna intenzione di attaccare nessuno’. Ma questi discorsi significano che vi state preparando per un attacco, allora vi assicuro che la guerra sarà completamente diversa e molto breve”.
“Non abbiamo intenzione di attaccare nessuno. È una sciocchezza, un’idiozia. È la totale assenza di qualsiasi capacità di pensare in termini politici”, ha sottolineato il ministro russo, che ha poi definito “ridicola” la narrazione dominante in Europa. “Da un lato, dicono che la Russia sta perdendo, quindi bisogna sostenere l’Ucraina in ogni modo possibile, aumentare tale sostegno, e che così l’Ucraina vincerà. Ma dall’altro lato, questa Russia ‘perdente’, ai loro occhi, si sta preparando ad attaccare l’Europa. Da un punto di vista politico, simili assurdità sono prive di fondamento”, ha continuato, prima di ipotizzare che l’Europa stia cercando una provocazione simile all’attentato all’arciduca Francesco Ferdinando a Sarajevo del 28 giugno 1914, prima della Prima Guerra Mondiale, o all’incendio del Reichstag a Berlino del 27 febbraio 1933, con cui Hitler giustificò la repressione di ogni libertà in Germania. “Potrebbe essere orchestrato qualcosa di simile, data la propensione degli europei per gli intrighi e l’avventura. Non escluderei qualcosa di simile a quello che hanno appena fatto con il drone a Lipsia, che ha causato scalpore in tutto il mondo senza fornire una sola prova”, ha detto Lavrov, che ha definito il cancelliere tedesco Friedrich Merz “capace di tentare di ripetere le imprese dei suoi antenati” nazisti.
D’altronde, ha accusato il responsabile della diplomazia russa, agli occhi di Mosca l’Unione europea è “diventata un blocco militare proprio come la Nato”, che porta avanti una “preoccupante politica di militarizzazione dell’Artico”. “Recentemente, gli Stati Uniti, la Norvegia e altri Paesi hanno condotto esercitazioni in quella regione con il pretesto di una guerra con la Federazione Russa”. Insomma, altro che tregua e negoziati.
Altri aiuti militari europei all’Ucraina
Alle dichiarazioni provenienti da Mosca fa riscontro il potenziamento del sostegno europeo a Kiev, in vista dell’inverno. Il Regno Unito, come reso noto dal ministero della Difesa britannico, ha stanziato altre 100 milioni di sterline (circa 116 milioni di euro) per la difesa aerea dell’Ucraina, fornendo missili Patriot, razzi intercettori, munizioni d’artiglieria e droni nell’ambito di un programma interno alla Nato. Londra proseguirà inoltre l’invio di oltre 120mila droni nel corso dell’anno, di cui 25mila già consegnati.
Dalla Germania, invece,, durante una riunione in videoconferenza del Gruppo di contatto per l’Ucraina, il ministro della Difesa Boris Pistorius ha annunciato l’invio di missili intercettori Pak-2 per i sistemi Patriot attinti dalle scorte della Bundeswehr, perché considerati materiali “di cui c’è urgente bisogno” a Kiev, invitando gli alleati a fare altrettanto. In ambito comunitario poi, i 27 Paesi dell’Ue hanno trovato un accordo per consentire all’Ucraina di acquistare componenti per i missili Patriot con finanziamenti europei. L’intesa era stata già annunciata dal segretario generale della Nato Mark Rutte e dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. “Il prossimo esborso di 3,5 miliardi di dollari consentirà all’Ucraina di proteggere meglio i suoi cieli dagli attacchi indiscriminati della Russia”, ha precisato Rutte.